CUPRA MARITTIMA – Marco Tullio Giordana affronta una delle stragi più devastanti e destabilizzanti della nazione e vi cerca dentro il ‘senso’ della vita di Giuseppe Pinelli e Luigi Calabresi, assieme ai segni e alle tracce della nostra prematura morte civile. Perché in Piazza Fontana, sull’asfalto della questura di Milano e in Largo Cherubini non sono morti solo loro. In quella terra di nessuno della coscienza e della memoria sono caduti anche i sogni e le speranze degli anni Settanta. È un film secco e pudico quello del regista milanese che mette mano (e cuore) su una delle pagine più tragiche della nostra storia recente.

Il Cinema Margherita di Cupra Marittima da venerdì 4 a lunedì 7 maggio propone “Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana, con Valerio Mastandrea, Laura Chiatti, Pierfrancesco Favino, Michela Cescon, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Gifuni, Giorgio Colangeli, Giorgio Tirabassi e Francesco Salvi.

Il film ha ottenuto 16 candidature ai David di Donatello 2012.

Trama: Milano, 12 dicembre 1969. Subito dopo l’esplosione alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana – che uccide 17 persone e ne ferisce 88 – le indagini della Questura sono tutte orientate verso la pista anarchica. Il commissario Luigi Calabresi è convinto della matrice anarchica della strage, la stessa delle decine di altre bombe esplose in città negli ultimi mesi. Fra i fermati, questa volta, c’è Giuseppe Pinelli, un anarchico non violento che Calabresi stima e sa perfettamente estraneo alla strage. È invece arrestato Pietro Valpreda, un ballerino senza scritture, spesso in contrasto con Pinelli. Per ottenere da Pinelli una conferma della pericolosità di Valpreda, l’uomo viene trattenuto oltre i limiti di legge. Ma, dopo 3 giorni di digiuno e insonnia, Pinelli precipita la notte del 15 dalla finestra dell’ufficio di Calabresi. Il commissario, intanto, continua ad indagare sulla strage. Ora dubita della sua matrice anarchica e pensa piuttosto a legami col traffico internazionale d’armi. Segue allora la nuova pista fino al Carso dove, due giorni prima di venire assassinato, scopre un deposito clandestino d’armi usato anche dai neonazisti. Il 17 maggio 1972 Calabresi è ucciso sotto casa. (da www.trovacinema.it)

Nell’assurda e crudele immodificabilità delle cose, a due mogli-madri,  Licia Pinelli e Gemma Calabresi nell’interpretazione misurata e composta di Michela Cescon e Laura Chiatti, appartiene altrimenti lo smottamento di tenerezza, restituito con una sciarpa calda e una cravatta bianca”. (Marzia Gandolfi – Mymovies.it)

Orari: venerdì 4 maggio 21:15; sabato 5 maggio 21:15; domenica 6 maggio 18:30- 21:15; lunedì 7 maggio ore 21:15

Ingressi: Interi 6 euro; ridotti 4,50; universitari 4 euro

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