GROTTAMMARE – La notizia che ieri ha scosso gli appassionati del calcio locale marchigiano è stata, senza dubbio alcuno, l’improvviso esonero dell’allenatore bianco-celeste Luigi Zaini, dopo un diverbio con il patron Furnari al termine del match contro la Vigor Senigallia. Una decisione che a molti è apparsa avventata ed ingiustificata, a seguito delle prestazioni della squadra nel corso dell’attuale campionato. Motivazioni inizialmente fumose e divergenti tra loro sono trapelate nel corso delle ore, e per far luce su quanto realmente accaduto abbiamo deciso di sentire i pareri dei diretti interessati, con chiarificatrici domande mirate.

Abbiamo per primo intervistato il presidente Furnari, e le sue risposte sono state citate all’ex tecnico bianco-celeste che ha ribattuto con la sua versione dei fatti. In ottemperanza del rispetto che si deve ai due personaggi e in virtù del sacrosanto diritto all’informazione, proponiamo le loro risposte senza commento alcuno.

Ricordiamo che per maggiori informazioni sull’accaduto potete leggere questo articolo. La prima squadra verrà gestita da Pino Aniello, da quasi 30 anni in società e attuale direttore sportivo ed ex-allenatore, tra le tante compagini da lui guidate, proprio dello stesso Grottammare.

Facciamo chiarezza sull’esonero di Zaini, che cosa è successo di preciso?

Furnari: “L’esonero di Zaini è dovuto esclusivamente ad una sua mancanza nei confronti della società, e più nello specifico nei riguardi di un progetto volto alla crescita dei giovani che noi gli abbiamo dichiarato come prioritario fin da quando lui ha messo piede nel Grottammare ad Agosto. Il non aver rispettato tale accordo ha portato alla decisione dell’esonero. Zaini è stato ingaggiato tramite suggerimento del nostro DG Aniello. La nostra fu una ricerca puramente mirata focalizzata su due fattori. Dall’esterno percepimmo che fosse un giovane emergente che lavorava sui giovani, e un uomo società. Come ogni società sportiva, abbiamo situazioni e programmazioni da rispettare. I due fattori ai quali accennavo prima, fondamentali  per mandare avanti le cose: il primo è la crescita dei giovani del nostro vivaio, la loro valutazione, valorizzazione e il rispetto dei parametri economici della società. Gli abbiamo fornito un parco giocatori adeguati da un punto di vista tecnico ed economico per lavorare al meglio. Il secondo fattore è l’inizio di un percorso  di formazione e di crescita dei giovani ma coinvolgendo anche la società nell’aspetto tecnico, e questo è venuto a mancare. Senza far capire alla società chi è cresciuto, chi poteva crescere e chi necessitava di ulteriore aiuto, ci siamo sentiti privi di rispetto nei nostri confronti. Inoltre, la mancata inclinazione a far giocare i nostri ragazzi ha fatto traboccare il vaso. Ciò è dimostrato dal fatto che non c’è stato un solo giovane che ha fatto più di 90 minuti di gioco”.

Zaini: “Siamo partiti con un profilo basso, mi è stata chiesta una salvezza serena nella parte sinistra della classifica. I ragazzi che ho allenato venivano da situazioni societarie non eccelse. Hanno preso rinforzi solo quando sono venuti a mancare giocatori importanti per infortunio.  Per quello che riguarda il settore giovanile e l’integrazione in prima squadra di alcuni, dico che sui giovani ho fatto secondo me un lavoro importante. Ho collaborato con loro cercando di recuperare delle carenze. Furnari dice che nessun giovane ha giocato più di 90 minuti. Prendiamo per esempio Cameli, ha giocato 395 minuti in totale tra campionato e Coppa Italia. Altri esempi possono essere Fanizzi, circa 100 minuti, Baldassarri 180, Matteo Calvaresi 105. In più c’è da dire che all’inizio c’era l’incertezza del portiere, ho optato con una scelta importante e coraggiosa facendo giocare un classe ’93, Vittorio Calvaresi, ma anche Gaibo (’94) che successivamente si è attestato come una vera e propria rivelazione oppure Zè Peres che ho impiegato fin dalla prima partita. Questi sono dati di fatto. Non credo che questa accusa sia affatto veritiera. Non mi vengano a dire che non ho preso a cuore il settore giovanile. Ho lavorato con loro in modo naturale e semplice, non si possono bruciare i ragazzi subito, ci vuole il suo tempo. I giovani sono stati inseriti nonostante eravamo in lotta Playoff.  Furnari dice che – Il secondo fattore è l’inizio di un percorso  di formazione e di crescita dei giovani ma coinvolgendo anche la società nell’aspetto tecnico, e questo è venuto a mancare. Senza far capire alla società chi è cresciuto, chi poteva crescere e chi necessitava di ulteriore aiuto, ci siamo sentiti privi di rispetto nei nostri confronti –  Questa è una cosa che secondo me si commenta da sola, lascio ai lettori farsi un’opinione. Aggiungo solo che i ragazzi devono anche capire che bisogna fare dei sacrifici, per il bene della squadra. Non sempre si può ottenere tutto per partito preso”.

 

Questa a molti potrebbe apparire una scelta affrettata dettata da un momento di stizza, visto che domenica finisce il campionato, a meno che la squadra non dovesse vincere accedendo ai Playoff

Furnari: “Non mi sono svegliato una mattina dando di matto, non sono affatto narcisista o autocrate. Quanto è accaduto è il risultato di una situazione che è maturata nel tempo, esplosa nell’epilogo che sappiamo tutti. A novembre ci riunimmo e decidemmo di inserire due over (Ramadori, Adorante), in più in virtù della scuola di pensiero del Grottammare aggiungemmo 3-4 ragazzi interni provenienti dalla Juniores. Perché ciò? Semplice, perché volevamo fare bene dal punto di vista dei risultati inserendo anche dei giovani per farli crescere, come accennato prima. A gennaio c’è stato un briefing per capire quando e come progressivamente inserire i giovani, e questo da parte di Zaini non è stato rispettato. A metà del secondo girone un ulteriore incontro, stabilimmo che se fossimo rimasti saldi tra quarto e quinto posto era ora di valorizzare i nostri giovani in modo finalmente più concreto, utilizzandoli di più in campo. Lui da allenatore ha avuto paura guardando solo al risultato e non ha pensato alla crescita, non ha rispettato l’accordo. Dal punto di vista dei risultati sono pienamente contento di quanto fatto, ma dal punto di vista di come ha amministrato i giovani, futuro della squadra, assolutamente no. Io non sono padre-padrone del Grottammare, se volevo avrei potuto imporre il mio pensiero, costringendolo a mettere giocatori di mia scelta. Il mio desiderio era solo che rispettasse la filosofia della società, volta alla crescita dei più piccoli, lui non ha onorato ciò e mi sono sentito toccato e offeso”.

Zaini: “Non ho mai avuto la possibilità di partecipare a riunioni tecniche a tavolino. Ho solo avuto delle chiacchierate informali con Furnari o con Aniello, in alcune occasioni dopo le partite”.

Cosa è accaduto a Senigallia, sconfitta che secondo molti ha scaturito il tuo gesto di irritazione portando al sollevamento di Zaini?

Furnari: “A Senigallia non ho avuto problemi col risultato. Prima del match gli ho detto – Stiamo tranquilli, il risultato non potrà pregiudicare niente quindi oggi ci possiamo permettere di inserire qualche giovane. O vinciamo o perdiamo, continuamo a far giocare i nostri giovani e a farli crescere – Lui non ha messo nessun under, anzi ha sostituito due under con due over, facendo scaldare i giovani per 45 minuti senza permettersi di metterli in campo, alla fine del match addirittura ha fatto solo due sostituzioni delle tre concesse dal regolamento. Un ragazzino lo poteva inserire, no? Il mio pensiero è andato ai giocatori. Per il rispetto nei confronti del gruppo che gestisce, a quel punto doveva rischiare sulla sua pelle visto il risultato. Ripeto, se avessimo perso 2-0 oppure 4-0 a me non importava, ma volevo e ritenevo giusto che impiegasse i più piccoli e ciò non è accaduto. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, a quel punto dopo il match ho deciso di sollevarlo dall’incarico”.

Zaini: “Per quello che riguarda le sostituzioni non è affatto vero. Se controlliamo il tabellino, ho messo due over per due over. Ad ogni modo, non penso che per una sostituzione mancata si possa buttare al vento una stagione, mancando di rispetto non personale, ma professionale a una persona che ha dato tanto e ha fatto quello che ha fatto fino a oggi. Penso che questo sia alla luce di tutti. Nel caso specifico, ho reputato non inserire gli under per non far loro fare una pessima figura, visto che stavamo giocando molto male contro la Vigor Senigallia. Li avrei utilizzati in casa nel prossimo match contro la Forsempronese, davanti al proprio pubblico in un contesto a loro più conveniente. Qualora avessimo vinto, era per loro un’opportunità di festeggiare l’evento con i compagni più grandi”.

Per i tifosi che vivono questa vicenda da fuori, il sentore che potrebbe in loro nascere li indirizzerebbe verso un pensiero del tipo “Hanno cacciato Zaini per evitare i Playoff, in quanto il salto di categorie peserebbe troppo sulle tasche della società”

Furnari: “Noi vogliamo fare i Playoff a tutti i costi, ho trovato l’accordo coi giocatori. Io parlo alla squadra 2-3 volte l’anno. In questa stagione l’ho fatto nelle poche partite prima della fine del torneo, entrando negli spogliatoi in presenza dello stesso Zaini e promettendo che, qualora fossimo passati in categoria superiore, gran parte se non tutti i giocatori sarebbero stati confermati. A chi mi dice che ho fatto questo ambaradan a una giornata dal termine cacciando Zaini per paura che vincesse i Playoff che vorrei evitare in quanto il passaggio di categoria sarebbe troppo esoso, rispondo che secondo me la Serie D fatta bene costa meno dell’Eccellenza. Se faccio il salto di qualità non solo valorizzo la società, ma spendo di meno con la storia degli under (8 piuttosto che 4), le trasferte sono praticamente uguali a quelle dell’Eccellenza visto le distanze e il pubblico è maggiormente corposo e questo si tramuta in maggiori introiti. Se vogliamo parlare di soldi, ne trarrei un vantaggio. Anzi, per dimostrare la mia onestà dichiaro in anteprima che Il mio pensiero è quello di fare la richiesta di ripescaggio, cosa che tra l’altro non abbiamo mai fatto. Se approdiamo ai Playoff e vinciamo una sola partita, siamo nel merito legale di fare richiesta ufficiale per il ripescaggio”.

Zaini: “Non posso commentare sull’aspetto finanziario in quanto non mi riguarda assolutamente. Dico solo che non sono stato trattato affatto bene, in un momento bellissimo e favoloso come questo, a coronamento di una stagione al di sopra delle righe. Dal punto di vista di come si sono comportati nei miei confronti umanamente, lascio giudicare a chi legge questo articolo. Il Grottammare è secondo me la rivelazione del campionato, è sempre stata a ridosso delle prime tre. Mi sarei aspettato un comportamento più professionale”.

Un pensiero su Zaini, che nonostante i recenti eventi ha lavorato sodo portando la squadra in ottima posizione in classifica?

Furnari: “Lo ringrazio per tutto quello che ha fatto, è un grande professionista e oggi se ci troviamo in questa posizione è anche per merito suo. Adesso la prima squadra è allenata da Pino Aniello, figura storica bianco-celeste competente anche come tecnico visto che l’ha già fatto in passato. Andiamo avanti con tranquillità, impegnandoci al massimo per raggiungere l’obiettivo”.

Zaini: “Ho avuto a disposizione dei ragazzi favolosi che fin dal primo giorno hanno lavorato con grandissima intensità, sempre attentissimi e disponibili. Il rammarico è che credo di non meritare affatto un trattamento simile in questo frangente di stagione. Sono sempre stato disponibile, educato, mai una parola o un atteggiamento fuori posto. Credo molto nella schiettezza e nel rispetto dei ruoli e delle persone. Ho sempre avuto un rapporto onesto e limpido con tutti. Non vorrei che, al di là di come andranno le cose, la società si arrogherà totalmente il merito qualora vincesse domenica accedendo i Playoff, senza ricordarsi del gran lavoro svolto dalla squadra e dallo staff tecnico. Mi auguro di poter voltare pagina quanto prima, e mi metto a disposizione fin da ora ad altre società che possono essere interessate al mio profilo, in modo tale da riprendere a settembre”.

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