SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono esperimenti piacevoli, quelli che prevedono la chiusura del lungomare, corsia est, in alcune giornate festive. Tralasciando le iniziative del periodo invernale, nelle ultime due domeniche, per iniziative sportive o scelte dell’amministrazione comunale, tutto il lungomare sambenedettese si è trasformato in una grande isola pedonale.

Ma, secondo noi, è il tempo di osare di più. Di sperimentare.

Si parla molto bene del progetto del nuovo lungomare, che però è nei cassetti da sei anni, e sinceramente non sappiamo ancora quanto tempo dovrà trascorrere. Intanto, o attraverso la tassa di soggiorno, o attraverso l’aumento del costo dei parcheggi a pagamento (0,75 centesimi l’ora), tutto si potrà dire tranne che incoraggiare il turista. Entrambe le “tasse” sono state imposte, saranno imposte o saranno aumentate ufficialmente con un obiettivo: trovare il denaro necessario per finanziare l’opera.

La questione dei parcheggi a pagamento è purtroppo naufragata, e l’aumento rischia di diventare controproducente. Sulla tassa di soggiorno si spera che il do ut des privato/pubblico sia a somma positiva: personalmente non sono contrario alla sua imposizione se in cambio il comune che la impone riesce a garantire servizi e attrattive che fanno dimenticare quell’euro in più; in caso contrario, ovviamente…

Torno all’attacco dell’articolo: perché non tentare, invece che iniziative domenicali sporadiche, a lanciare un’idea innovativa? Chiudere la corsia est del lungomare, tutta, dall’Albula a Las Vegas, per una settimana intera, dal lunedì alla domenica, dalle 9 del mattino alle 19 della sera. Comunicarlo dettagliatamente a tutti i cittadini dell’entroterra piceno e teramano. Vendere 4 chilometri di percorso interamente ciclo-pedonale a due passi dal mare, e poi un’adeguata appendice nell’ormaifamoso centro cittadino.

Chi può vantare, in Italia (in Europa?) un’attrattiva simile?

Ora è il tempo di sperimentare, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, quando l’afflusso turistico è minore ed eventuali problemi sarebbero più facilmente risolvibili. Dopo sette giorni si dice a cittadini, turisti, operatori che si tirano le somme, e si studiano pregi e difetti per la San Benedetto del futuro. Magari con un bel cartello simpatico: “Ci scusiamo per i disagi, ma stiamo lavorando per voi”.

Immaginare la corsia libera transitabile da un bus navetta che in dieci minuti collegherebbe le due rotonde, più veloce del traffico automobilistico, sarebbe la ciliegina sulla torta.

Dài, l’ho buttata lì, ma non sarebbe più complicato che aumentare il costo del parcheggio. E sicuramente meno impopolare.

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