Qualche tempo fa una nostra lettera aperta alla giornalista Sandra Amurri de “Il Fatto Quotidiano” non trovava risposta (non sia mai accettare una critica dai provinciali).

Oggi leggo un commento dello stesso tenore su un post di Vittorio Longhi, “L’austerità e la tensione“, pubblicato da Repubblica.it. Non posso che pubblicarlo.

Sonia 30 aprile 2012 alle 11:45 Per tanti anni ho letto e comperato Repubblica. Constato con amarezza che questo giornale é (e forse lo é sempre stato) un giornalino di partito ed ora, peggio, un giornale di regime. Allineati al Monti pensiero, arravanati attorno all’antiberlusconismo nel modo più morboso e sterile (ma chi se ne frega della sua hotline, noi abbiamo altri pensieri), privi di un qualsivoglia spirito critico e men che meno di onestà intellettuale, siete diventati un giornale zerbino. Per anni avete provato a convincerci (e ci siete riusciti) che il male assoluto fosse il signor Berlusconi. Ora che finalmente il mostro non c’é più, che cosa combina il vostro finto leader della falsa sinistra italiana? Forma l’ABC della vergogna politica italiana e si rende complice dell’attacco più feroce mai sferrato contro la democrazia e il diritto dalla fine del fascismo. Siamo in mano ai tecnocrati, in Europa e in Italia. Tutta gente non eletta e al servizio delle lobbies finanziarie. Gente messa lì per assicurare il passaggio di risorse dall economia produttiva a quella finanziaria, dalle tasche dei cittadini alle banche. Privati della nostra sovranità monetaria ci obbligano a elemosinare presso usurai legalizzati e rivogliono indietro quello che in decenni é stato riversato nell’economia reale per assicuraci un’esistenza decente, istruzione, diritti fondamentali: le nostre case, le nostre pensioni, il futuro dei nostri figli. La chiamano crisi. Urlano all’emergenza, costantemente. E voi, Repubblica, siete il loro megafono. Vi siete resi complici e colpevoli.

 

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