SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tutti d’accordo, almeno per una volta. La politica sambenedettese fa fronte comune per sollecitare Giovanni Stroppa ad organizzare una nuova conferenza dei sindaci sulla sanità, dopo quella del 6 aprile scorso: ““E’ un settore che incide sull’economia locale, oltre a risolvere i problemi dà lavoro”, afferma la democrat Loredana Emili, promotrice dell’ordine del giorno sull’argomento. “Intendiamo procedere ad una richiesta urgente di un nuovo incontro Il progetto non è stato di fatto presentato. Va fatto un primo esame del piano di riorganizzazione”.

Un monito sposato in pieno da Bruno Gabrielli e dal Pdl: “Bisogna mantenere alta l’attenzione politica su un tema delicato, che va oltre il colore delle casacche politiche. A questo punto dobbiamo valutare cosa vogliamo. Uniti possiamo far sentire con più forza la nostra posizione. Siamo pronti a difendere con decisione la sanità pubblica”. Gli fa eco Pasqualino Piunti: “Siamo tutti favorevoli affinchè questo confronto prosegua. Dobbiamo far capire che un parere, anche se non vincolante, deve essere preso in considerazione. Ogni volta che la conferenza dei sindaci si è espressa all’unanimità non siamo stati comunque ascoltati. E’ sintomatico, noi il nostro dovere l’abbiamo fatto”.

“Sull’Area Vasta è mancata la capacità di capire che prima di unire i recipienti, andavano unite le teste”, ammonisce la dipietrista Palma Del Zompo. “Siamo in un ritardo pazzesco, voglio sperare che esistano ancora dei margini per decidere. Questo fatidico piano che la Regione dovrà presentarci sarà come un pacco di Natale. Speriamo contenga quei servizi che questo territorio merita. Ai cittadini poco importa delle diatribe politiche, a loro interessano i servizi. Stimolare gli amministratori è sacrosanto e bisogna rinunciare al campanilismo. Ognuno dovrà essere disposto a rinunciare a qualcosa”.

CALVARESI NON SI ASTIENE Astenutosi puntualmente sin dal primo consiglio comunale (un atteggiamento da lui rivendicato, come sinonimo di terzietà), il Presidente dell’assise Marco Calvaresi si è unito al coro dei sì, promuovendo l’ordine del giorno della Emili. A non votare il solo Alessandro Zocchi, non presente nell’emiciclo.

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