SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giunti a destinazione, davanti all’ingresso della scuola “Cappella-Curzi” siamo stati accolti calorosamente da alcuni insegnanti e poi anche dalla preside Vincenza Cipriani. Una volta entrati abbiamo occupato rapidamente la parte destra dell’ampio atrio del piano terra. Qui una buona parte degli studenti ci attendeva con diversi strumenti musicali, pronti per dar prova della loro abilità, mentre altri erano occupati in classe nello svolgimento regolare delle lezioni.
La simpatica “orchestra”, composta da alunni dell’indirizzo musicale, ci ha intrattenuto con dolci e allegre sinfonie, suonate con chitarre, flauti, clarinetti, violini e pianoforte. In seguito si sono presnetati dei ragazzi, vestiti di nero, giallo e rosso, i colori della Germania, accompagnati dalla “prof” di tedesco. Gli studenti ci hanno ripetuto dei divertenti scioglilingua, invogliandoci così a scegliere questa materia di studio.
Poi, per ultimo, hanno recitato una filastrocca sui mesi dell’anno e noi dovevamo interagire alzandoci appena veniva nominato il nostro mese di nascita. Questo veniva scritto su un foglio che ci appendevano al collo quando venivamo chiamati, sulla parte opposta erano riportati i motivi per i quali scegliere il tedesco.
Dopo i saluti siamo usciti per recarci nel secondo plesso della scuola, poco distante dalla sede centrale. Prima di entrare, dato che era ora della ricreazione, ci siamo rifocillati per pochi minuti con panini, merendine e succhi di frutta.
Appena entrati due insegnanti ci hanno condotto in un’aula, dove abbiamo disegnato su una piccola e sottile lamina di rame un albero dall’aspetto davvero originale.
Successivamente siamo entrati in un’altra aula e qui abbiamo ascoltato dei ragazzi del primo, secondo e terzo anno dialogare e cantare in francese.
Al termine anche loro ci hanno consegnato un biglietto, dove questa volta c’erano scritte delle buone ragioni per iscriversi al corso di francese.
Infine siamo usciti per salire sull’autobus che ci ha riportati nella nostra scuola, ognuno con il proprio capolavoro di rame in mano.
Questo è stato il nostro primo “assaggio” di scuola media, per un giorno ci siamo sentiti più grandi.

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