dal settimanale Riviera Oggi numero 913

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Aree verdi, piazza Kolbe, allagamenti, viabilità. Sono diversi i temi attraverso i quali Giorgio Fede, presidente del quartiere Sant’Antonio, ci porta a conoscere più da vicino una zona centrale tra le più trafficate della città.

Presidente, ci descriva le iniziative portate avanti nel suo primo mandato e quelle attraverso le quali intende proseguire. “Nel primo mandato tra le iniziative c’è stata quella di un’associazione per la gestione delle aree verdi, attraverso un progetto pilota che ha portato alla messa in sicurezza del parco Wojtyla. Lì occorreva una recinzione al fine di evitare innanzitutto gli atti vandalici, garantire un’adeguata manutenzione e offrire dei servizi in più ai ragazzi che lo frequentano. Adiacente al parco c’è infatti una casetta che utilizziamo noi del direttivo per riunirci e lo mettiamo a disposizione a chi, ad esempio, vuole dare una festa. Con questo esempio, voglio dire che un comitato di quartiere, attraverso la partecipazione può veramente farsi portavoce delle esigenze dei residenti e noi, con questo progetto, ci siamo rapportati con gli uffici del Comune per proseguire anche con le altre iniziative fra cui la riqualificazione di via Formentini. E dall’alta percentuale di voti che ho ottenuto, mi è sembrato giusto proseguire in un percorso che sì è impegnativo, ma che mi dà anche molte soddisfazioni”.

Il quartiere Sant’Antonio è noto alle cronache per via del traffico eccessivo. “Il problema del traffico è legato alla natura del quartiere e riguarda anche un po’ tutte le altre zone della città. Ora che il rinnovo di tutte e sedici le delegazioni è completato, con l’assessore Spadoni pianificheremo alcuni incontri per far fronte alla situazione del traffico e avere così un visione globale. La soluzione al problema inquinamento, soprattutto lungo la Statale 16, si sarebbe avuto con la famosa ‘bretella’, però per questo tipo di progetto si va al di là delle intenzioni dell’Amministrazione comunale e della Provincia, visto che per il finanziamento al progetto c’è di mezzo anche l’Anas e il Ministero delle Infrastrutture”.

Dopo la viabilità, quale altra problematica ritiene fondamentale per il suo quartiere? “Il problema allagamenti. Si tratta di una questione di cui si è tanto discusso nelle ultime settimane che, come è noto, ha riguardato soprattutto i sottopassi che collegano la zona est con la zona ovest, come quelli di via Voltattorni, via Grado e via Monfalcone. Premesso che il problema non è facile da risolvere, e lo ha ribadito lo stesso assessore Sestri, il nostro impianto fognario dev’essere adeguato innanzitutto al numero degli abitanti della città, il mio quartiere conta circa 6500 residenti, e che deve gestire separatamente il flusso delle acque bianche da quelle nere”.

Parliamo di piazza Kolbe. Come procedono i lavori di riqualificazione? “Al momento il cantiere è fermo per via della centralina che rileva le emissioni delle pm10 che deve essere spostata, e so che l’impresa appaltatrice sta lavorando con il Comune per trovare una soluzione. Detto questo, credo che si è fatto un buon lavoro, abbiamo preso atto delle critiche dei residenti al progetto iniziale ottenendo la rivisitazione. Ora è necessario ragionare su come impiegare l’indennizzo proveniente dalla Bucalossi e per farlo, organizzeremo a breve delle assemblee per individuare insieme un progetto generale da cui si può stabilire degli ordini di priorità delle opere, ad esempio un parco o un centro per anziani, rapportandole in base alle risorse a disposizione”.

C’è qualche altra zona del quartiere Sant’Antonio su cui intervenire? “A breve in via Monte San Michele. In questo caso, tutto è iniziato con una segnalazione dei residenti nel corso di un’assemblea circa la scarsa manutenzione dei marciapiedi da cui è emersa anche la condizione dei sottoservizi. Così, attraverso il bilancio partecipato, si sono quantificate le risorse e le modalità di intervento procedendo dapprima alle nuove condotte a cui farà seguito la sistemazione dei marciapiedi. È importante secondo me capire il significato di un’assemblea perché rappresenta per il cittadino un’occasione per farsi ascoltare nell’esprimere una problematica. Credo che tutti i residenti dovrebbero tenere presente il valore di questi incontri con gli amministratori in cui noi, come comitato, fungiamo da tramite”.

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