Porcellum e tanto altro. Accendi la radio, guardi la Tv, leggi i grandi giornali, il refrain è sempre lo stesso: il finanziamento ai Partiti o meglio il rimborso elettorale. E sì perché, abolito con un referendum il finanziamento ai Partiti, i nostri “politicanti” hanno pensato bene di trovare lo stratagemma di chiamarlo “rimborso” , facendolo addirittura lievitare a cifre molto superiori. Rimborso che viene dato prima di fare le spese, un assurdità che non vale la pena di commentare. Ma questo mio disappunto verte su un altro aspetto, quello della trasparenza vera che, tra gli attuali componenti di Camera e Senato non vede innocenti. Di Pietro, per esempio, perché non ne parlò e fece battaglie in tempo reale? Faceva comodo anche a lui? Prima sì, adesso non più.

Mi spiego: quando, tranne gli stretti ed interessati addetti ai lavori, le masse hanno saputo della Legge elettorale denominata Porcellum, quella in cui gli elettori contano come il due di coppe quando briscola è bastoni?

Dopo che era stata attuata per un’intera legislatura.

Quando il popolo ha saputo, o meglio capito, che l’abolizione del finanziamento ai Partiti era stato sostituito,  per arricchire ancor di più i Partiti, con il cosiddetto “rimborso”?

In questi giorni con la dovuta chiarezza, nonostante la cosa sia avvenuta 15 anni fa.

Perché Radio, Tv, giornali cartacei non ne hanno parlato, come adesso, nei giorni in cui le due “porcate” entravano o stavano per entrare in vigore?

Perché una parte della stampa nazionale (il 70%) fa capo a coloro che le “porcate” le facevano. mentre per gli altri (fra i quali noi) non era facile (almeno a quei tempi) capire subito quello che stava accadendo. Oggi tutti ne parlano perché non ne possono fare a meno, essendo intervenuta Polizia e Magistratura.

Insomma non basta che certe azioni “fraudolente” siano scritte nelle Leggi o nei Decreti per essere definite pubbliche; serve un ministro dell’informazione che giornalmente, e in modo chiaro, popolare e corretto, spieghi alla gente i particolari di ogni decisione importante (Leggi,  Decreti e non so che) di Camera e Senato.  Come?

Su giornali cartacei e on line, sulla miriade di  Tv satellitari e non. L’importante è che l’attuale diffusione mediatica sulla “porcata” del finto rimborso avvenga in tempo reale, e non adesso quando siamo già tutti nella melma. E’ veramente ridicolo che soltanto ora il popolo viene dettagliatamente informato facendo la fortuna di talk show e di giornale e non mentre le “cose” accadevano. Vi immaginate un Porta a Porta che delucida in tempo reale i telespettatori sulla Legge elettorale “Porcellum” o sulla sostituzione del Finanziamento ai Partiti (bocciato dal popolo, quindi dal telespettatore comune) con un esborso pubblico ancora peggiore per le tasche degli italiani “normali”? “Zitto e mosca” sarà stato detto a Vespa.

Non credo infatti che media di così alto livello ne parlino adesso perché se ne sono accorti adesso. Lo sapevano anche prima ma hanno colpevolmente taciuto. Le tavole rotonde attuali andavano fatte prima. Proveremo noi a fare qualcosa ma non sarà facile senza i mezzi di media che ricevono contributi a pioggia per i quali, guarda caso, hanno bisogno di due personalità politiche. Mi viene il dubbio che certi giornali ricevono contributi pubblici per star zitti invece che per denunciare. Un motivo in più per rivedere totalmente la Legge sul finanziamento degli organi di informazione. La politica deve starne fuori.

Stessi motivi per cui da almeno tre anni sollecito per il Comune di San Benedetto, ma anche per gli altri, un assessore alla trasparenza che non abbia compromissioni con il sindaco (come accade adesso a San Benedetto con Spadoni) ma che abbia lo specifico compito di informare in tempo reale e in modo chiaro ed inequivoco la città su tutte decisioni prese dalla Giunta comunale. E anche da tutti gli enti pubblici (Consorzio, Stl ecc.) che dispongono e concedono a chi si pare contributi economici, senza che gli stessi diano vantaggi certi e provati alla comunità e, tanto meno, senza verificare se il servizio contrattualizzato (quando non si tratta di contributo a perdere) con privati è stato all’altezza delle aspettative. Un problema che proveremo ad evidenziare in un’inchiesta sul settimanale, su www.rivieraoggi.it e su  www.picenooggi.it.

Chiudo con una battuta: se la trasparenza si impadronisse della politica, il numero dei suoi rappresentanti calerebbe automaticamente con il risultato che molti amministratori attuali fuggirebbero e, magari, aumenterebbe il numero di candidati seri.

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