SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “A San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, occorrono due collaboratori e 45 mila euro per catalogare il patrimonio bibliotecario”. Questo si legge nell’articolo del giornale “Il Fatto quotidiano” di giovedì 29 marzo, dal titolo “Consulenze pubbliche: la “grande abbuffata” di Comuni, Province e Regioni”. Nel pezzo, firmato da Eduardo Di Blasi, Carlo Tecce e Davide Vecchi, si fa riferimento alle eccessive spese per le consulenze pubbliche, che per la Corte dei Conti ammontano in Italia a 2 miliardi di euro, “carburante che Regioni, Province, università e aziende sanitarie – si legge nell’articolo – disperdono in migliaia di incarichi (276 mila per l’esattezza) più o meno inutili, più o meno bizzarri. Figure professionali esterne che diventano doppioni rispetto ai già abbondanti dipendenti statali”.

Fin qui nulla di strano, senonché nell’elenco dei Comuni più dispendiosi rientra anche la città rivierasca, che spenderebbe appunto 45 mila euro per due collaboratori esterni impiegati nella catalogazione. Un particolare che non è sfuggito a due cittadini sambenedettesi, Felice Di Maro e Rinaldo Salvo, che hanno inviato una lettera al sindaco Gaspari e ai consiglieri comunali, invitandoli a dare spiegazione delle motivazioni di questa spesa straordinaria.

Nella lettera, protocollata il 12 aprile scorso e ancora senza risposta, si lamenta il fatto che, in merito a tale pubblicazione del Fatto, “l’assessore alla cultura non abbia fornito né sul quotidiano citato e né attraverso media locali dichiarazioni di merito”. Pertanto, “ritenendo che la vicenda debba essere messa all’attenzione dell’opinione pubblica – scrivono i cittadini – e che debbano essere fornite dichiarazioni di merito sia per la spesa, che è straordinaria in quanto nella biblioteca comunale è impiegato un personale comunale obiettivamente in grado di svolgere attività di catalogazione, e sia per come tale spesa non ordinaria non è in relazione con le politiche del comune di San Benedetto del Tronto che è impegnato in operazioni continue di trasformare i costi storici dei servizi i costi standard”.

La richiesta si conclude con l’invito, rivolto al sindaco, a “dare spiegazione delle motivazioni per la scelta fatta dall’amministrazione” e a “tutti i consiglieri comunali, maggioranza e opposizione, di fare tutte le azioni in consiglio comunale per pubblicizzare le motivazioni di questa spesa straordinaria in forte contrasto con la crisi economica che stiamo attraversando”.

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