GROTTAMMARE – È stato un convegno specchio sulla società attuale, sono emerse infatti le difficoltà del settore a causa della crisi economica, quello del 16 aprile presso la sala Consiliare del comune di Grottammare. Sul tavolo di lavoro il compito poco facile di far crescere il turismo, affrontato dal Partito Democratico.

Il primo a prendere la parola è stato il padrone di casa Luigi Merli che salutando la platea ha espresso un parere molto critico sul comparto turistico spiegando che di politiche economiche volte all’incremento non se ne vedono e che nonostante siamo il paese al mondo con il più alto patrimonio dell’Unesco siamo allo stesso tempo anche capaci di deterioralo e non valorizzarlo. Il suo intervento è poi concluso con una riflessione: “Il turismo potrà dirsi soddisfacente quando creerà lavori stabili, e non stagionali, sul territorio. Ogni giorno ricevo denunce di persone disperate alla ricerca di un lavoro.”

Ha proseguito successivamente, prendendo la parola, il segretario comunale Pd, Natalino Mori che, ha improntato il suo intervento “sull’identità turistica della città e del territorio. Penso per esempio al grande impegno di Grottammare per la realizzazione della grande opera Anima, condiviso con un percorso partecipativo. Sappiate che il Pd c’è”.

E sulla partecipazione si è avviato anche il segretario provinciale del Pd, Antimo Di Francesco dichiarando di “voler attuare un programma di lavoro basato sull’ascolto, efficace, visto il momento di grave difficoltà economica. C’è bisogno di sinergia tra le parti, parlo di privato e pubblico, c’è bisogno di riqualificare la ricettività, diversificare l’offerta turistica”.

Ha poi preso la parola il più giovane dei relatori e neo assessore al Turismo del comune di Grottammare, Simone Splendiani. Il suo è stato un intervento determinato dall’espletamento di diversi punti focali su quella che è la sua idea di risanamento turistico, come: un piano crescita (facendo riferimento alla provincia di Pesaro Urbino), diversificazione dell’offerta, destagionalizzazione, nuovi rapporti tra imprese e amministrazioni pubbliche, offerta ricettiva qualificata, turismo di tipo sostenibile e d’identità territoriale.

Punto importante è anche quello sul passaggio generazionale che tanto sta a cuore ai giovani scalpitanti bisognose di lavoro: “Abbiamo un esercito di laureati specializzati in turismo e marketing, bisogna metterli in collegamento con le imprese e ad ottenere l’accesso ai finanziamenti”.

Un’idea comune dunque di fare turismo che si spera avrà concretezza a prescindere dalle parti politiche e ha che condividerlo è  il presidente nazionale Assoturismo Confesercenti, già  membro del Consiglio di Amministrazione dell’Enit, Claudio Albonetti: “Buone tutte le iniziative citate da Splendiani ed ora bisognerà attuarle. Per prima cosa voglio porgere le mie condoglianze per la scomparsa di Roberto Piccinetti gestore di un agriturismo.Questa cosa deve farci riflettere, un altro imprenditore che si suicida”.

Albonetti prosegue spiegando la sua contrarietà alla tassa di soggiorno: “Non dobbiamo tassare i turisti che vengono da noi, e altra importante cosa è quella di sottolineare l’assurdità della direttiva Bolkestein. Come si può togliere il lavoro a coloro che hanno creato il turismo sulle coste Italiane? Come si può cedere un’attività, dove si è investito magari da tutta una vita, a camorristi o a cinesi? In un periodo come questo, caratterizzato tra una fortissima crisi globale è difficile riuscire a tenere botta. Forse è il caso che si passi dalla logica assistenzialista alla logica della riconversione. Altro problema è la questione della pressione fiscale, che non ci fa lavorare e sono normative offensive nei confronti del turismo e del commercio”.

Si sono poi susseguiti imprenditori e sindaci dei comuni marchigiani.

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