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intervista Emanuela Voltattorni, riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno
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RIPATRANSONE – Nel diciottesimo secolo i ripani ritennero di doversi mettere a pari di tutte le altre città marchigiane che disponevano già di un teatro comunale. Nel ventunesimo secolo Ripatransone ha deciso di riaprire e di puntare di nuovo sulla struttura che rappresenta il cuore culturale di una città.

Dopo oltre tre anni di lavori al Teatro Mercantini, sabato 14 aprile dalle 17, si leverà finalmente il sipario (guarda il programma). La direzione sarà del presidente della Fondazione Luigi Mercantini, Marco Bagalini, che promette di rianimare e movimentare culturalmente il palcoscenico cercando di  coinvolgere soprattutto i giovani, con un cartellone che svelerà a giugno.

I lavori sono stati eseguiti dall’ingegner Giorgio Michetti e dall’architetto Moreno Farina, entrambi sotto i quarant’anni che, a detta del sindaco uscente, Paolo D’Erasmo, hanno ripagato appieno la fiducia datagli dall’Amministrazione.

Proprio mentre visitavamo il teatro, si svolgeva l’ultima commissione di vigilanza per il pubblico spettacolo che ha rilasciato il parere favorevole tanto agognato dal primo cittadino che dichiara immediatamente sollevato e  con un certo brio:“Il Teatro è finalmente sicuro

Sono stati necessari diversi lavori per la messa a norma della struttura: superamento di barriere architettoniche, scivoli interni, nuovo ascensore esterno, vie di uscita delle scale indicate dai “segna passo” luminosi, venti porte “taglia fuoco”, bagni nuovi al terzo ordine e per disabili vicino all’ascensore e parapetti per i palchi. Tutti i materiali sono ignifughi. Il Teatro ha beneficiato di una deroga regionale per l’altezza di alcune uscite che dovrebbero per legge essere di 2 metri e che invece arrivano appena a 1,90 metri, provvedendo però con misure di sicurezza integrative.

Le imprese che hanno curato i lavori sono la Ascani Impianti e Costruzioni srl di Grottammare e la Ciarrocchi Costruzioni srl di Montalto.

Ed ora un po’ di storia.

L’opera fu iniziata grazie al Podestà Pietro Paolo Neroni che affidò il progetto, nel 1790, all’architetto Pietro Maggi e conclusi da Bassotti. Il teatro fu inaugurato nel 1824 con il nome di Teatro del Leone e solo nel 1894 venne dedicato al grande poeta risorgimentale ripano, Luigi Mercantini.

Nell’affresco rappresentato nel sipario storico del teatro dipinto nel 1811 dal pittore faleronese Giuseppe Ruffini è raffigurato l’assedio spagnolo del 500 e l’uccisione della Ripana Virginia, accoltellata dal padre per non cadere in mano ai soldati saccheggiatori. L’importanza della tela ben conservata, tuttavia, non sta tanto nella storia che rappresenta,  probabilmente una leggenda, ma nel fatto che venga ritratto il Teatro a quell’epoca, senza però tutta l’ala sinistra, al posto della quale c’era un terrazzo comunicante.

Le decorazioni all’interno della struttura risalgono al 1875 e sono opera di Giovanni Micca.

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