SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qualcuno ha immaginato cosa sarebbe potuto accadere se l’incidente che è costato la vita a Francesco “Ciccò” Pignotti si fosse verificato in piena estate (per la verità Pignotti è morto non tanto per l’impatto bensì per un malore, ma ad ogni modo il mezzo ha invaso la pista ciclabile).

Della questione della sicurezza del percorso attuale, infatti, se ne era parlato anche al momento in cui si scelse la nuova dislocazione dei parcheggi, nel 2010, a seguito della proposta dall’allora consigliere comunale Antonio Felicetti, dei Repubblicani, che pochi mesi prima aveva salvato la giunta Gaspari dalla caduta chiedendo, però, un “pacchetto” di interventi tra i quali appunto la nuova dislocazione dei parcheggi. Per l’opposizione di centrodestra si trattò di una sorta di ricatto.

“L’obiettivo – si difendeva Felicetti – è quello di recuperare una migliore immagine del nostro lungomare nord”. E a chi gli contestava la scarsa tutela dei ciclisti, replicava stizzito: “In quale città si usano le auto per proteggere una pista ciclabile? Il tratto di pista ciclabile che va dall’Albula al Molo sud e che proseguirà fino a Grottammare come viene protetta? Con i massetti delimitatori previsti dal Codice della strada”.

Tesi questa smentita categoricamente dall’ultima vicenda, in quanto il cordolo non avrebbe di fatto potuto attutire l’impatto di un veicolo in corsa. Così come i motorini, troppo leggeri per fungere da airbag.

Gaspari proseguì per la sua strada, non senza frecciate. Definì “cassandre” gli oppositori e nel settembre 2010 posò sul tavolo numeri e percentuali: “I dati ci dimostrano che non ci sono state stragi e martìri di pedoni, anzi gli incidenti sono diminuiti vuoi per una presa d’atto sul limite di velocità dei trenta orari, vuoi per un ottimo lavoro di presidio da parte della Polizia Municipale”.

I sinistri rilevati passarono da cinque a due rispetto alla stagione precedente, tenendo come punto di riferimento proprio la corsia est del lungomare nord. “Tutti incidenti fra pedoni e bici, per giunta”, aggiunse il primo cittadino.

“Non è successo niente per due anni, ma la percezione su quella pista è comunque di poca sicurezza”, ammonisce oggi Giorgio Fede, presidente del Quartiere Sant’Antonio.

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