Dal n.913 di Riviera Oggi, il settimanale del Piceno.

ACQUAVIVA PICENA – Non ci sta a passare per guastafeste. Lo dice e lo ribadisce: “Non abbiamo spaccato il tavolo col Pd, siamo stati costretti ad abbandonarlo. Non è dipeso da noi”. Parola di Giovanni Olivieri, candidato  sindaco in Fortezza con la lista civica “Ristrutturiamo Acquaviva”, che comunque godrà dell’appoggio di Sinistra Ecologia e Libertà. “Saremo alternativi – garantisce – sia al centrodestra che al centrosinistra”.

Converrà che il suo nome ha scatenato polemiche. Le rinfacciano di aver diviso l’opposizione.
“Personalmente non c’entro nulla. Io sono entrato in scena solo successivamente, non avevo mai partecipato a riunioni negli anni precedenti”.

Allora come è avvenuto l’avvicinamento?
“Io sono un decano della politica acquavivana. Sono stato per undici anni segretario dei Ds e fino a cinque anni fa ero capogruppo di minoranza in Consiglio. Ho accettato la proposta quando ho scoperto chi c’era dietro al movimento. Persone che conoscevo, tutti colleghi di vecchia data, sapevo che tipi fossero. Ho subito detto di sì. Se la richiesta fosse arrivata da qualcun altro, come dall’attuale centrosinistra, sicuramente avrei rifiutato”.

Non ritiene che dopo dieci anni di giunta Infriccioli gli elettori di centrosinistra si aspettassero una campagna elettorale unitaria, anziché zeppa di fratture interne?
“Lo ripeto, non è dipeso da noi. Dal momento che si era giunti al termine delle trattative ognuno si è mosso liberamente, ritenendo di poter fare come voleva. Non dovrebbe fare questa domanda a me. Io, come le ho già garantito, sono entrato in scena in un secondo tempo, non ero in discussione”.

Cos’aveva Pierpaolo Rosetti che non andava, nel concreto? Per quali motivi non meritava di essere supportato?
“Non conosco Rosetti, è sicuramente una persona degnissima. La lista di Ristrutturiamo Acquaviva c’era già, indietro non si poteva mica tornare”.

Verissimo. Però prima di ufficializzarla si sarebbe potuto in ogni caso avanzare un ultimo tentativo di riconciliazione.
“Le trattative si erano concluse al momento della rottura. Avremmo potuto offrire ad esponenti del Pd dei posti nella nostra civica. Tuttavia, a quel punto le condizioni sarebbero state dettate da noi”.

Passiamo al programma: quali le priorità di “Ristrutturiamo Acquaviva”?
“Vogliamo ricostruire una comunità partecipe e solidale. Vogliamo ridare dignità, rigore e trasparenza alla gestione della cosa pubblica. Vogliamo difendere il territorio da speculazioni e da interessi particolari. Vogliamo valorizzare le tipicità locali. Questi sono i punti principali, che verranno certamente ampliati grazie al confronto che attiveremo con i cittadini, da qui sino a maggio”.

Cosa contesta a questa amministrazione comunale?
“Nei primi cinque anni contestai la mancata trasparenza, mentre ultimamente ne ho sottolineato e bocciato la staticità. Non si è fatto quasi nulla. C’erano pochi fondi, lo ammetto, e probabilmente andrebbero analizzati i documenti relativi al bilancio prima di criticare. Non si può però negare che non c’è stata attuazione del programma”.

Salva, al contrario, qualche componente dell’attuale maggioranza?
“Noi ci opporremo a loro, è evidente. Diciamo che in ambito culturale c’è stato parecchio movimento. Il lavoro di Teodorico Compagnoni è stato ammirevole. Non sono mancate iniziative ed incontri. Pure Andrea Infriccioli, quando fu assessore al Turismo nel primo mandato, si impegnò parecchio. Era animato da entusiasmo. Poi, dal 2007 è sfumato tutto”.

Un giudizio sui suoi avversari, ce lo dà?
“Li stimo tutti, tranne Rosetti, ma solo perchè non lo conosco personalmente. Sono loro amico, stiamo parlando di brava gente”.

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