dal settimanale Riviera Oggi numero 912

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riconfermato di nuovo presidente del Comitato di quartiere Albula centro e membro della Commissione tecnica per la centrale di stoccaggio. Per Luciano Calabresi si prospetta un secondo mandato alquanto impegnativo tra la questione della centrale del gas e uno dei quartieri più centrali della città dove la viabilità quotidiana necessita di più di ordine.

Assieme agli altri membri della Commissione comunale per il deposito del gas, mercoledì 14 marzo ha visitato l’impianto di stoccaggio di Minerbio in provincia di Bologna. Ci racconti come è andata “Siamo stati accolti calorosamente sia dal sindaco che dai due tecnici della Stogit-Eni e ci hanno fatto conoscere più da vicino le caratteristiche dell’impianto e le varie diversità, a cominciare dal chilometro e mezzo che separa la centrale dal centro di Minerbio. Innanzitutto lì la Stogit ha scelto un territorio ottimale poiché le cisterne sono state poste a circa 1200 metri di profondità. Qui a San Benedetto invece, si potrebbe arrivare a scavare fino a 2500 metri con la differenza però che ci troviamo a ridosso di un centro abitato e ciò, secondo me, annulla la messa in opera di questo progetto”.

Può descriverci brevemente le caratteristiche di quest’impianto? Quali le principali differenze con quello della Gas Plus? “Innanzitutto, la candela che brucia il gas non è perennemente attiva, durante l’incontro abbiamo notato che era spenta. Prima di realizzare la centrale, in tutta l’area di Minerbio è stata effettuata una mappatura della ramificazione dei vari impianti come condotte idriche, cavi elettrici, del telefono e così via, per non danneggiarli durante le trivellazioni. Il sindaco Minganti ci ha poi detto che il contratto di concessione con l’Eni ha una durata di vent’anni per vent’anni con un corrispettivo di settantamila euro a cadenza triennale. Non mi sembra che la Gas Plus abbiamo tenuto conto di tutto questo, così come non ha tenuto conto del parere dei cittadini, visto il ‘forfait’ di dicembre”.

Intanto qui in città il dibattito sulla centrale prosegue “Ritengo che gli incontri con i cittadini siano una parte importante per fare informazione. Meglio ancora se oltre all’Amministrazione comunale vi fosse anche la partecipazione degli esponenti della giunta regionale e provinciale affinché tutti insieme si possa avviare un ragionamento costruttivo. La cittadinanza ha più volte ribadito la sua contrarietà, e la fiaccolata di gennaio ne è un esempio, e in un momento come questo io credo che il sindaco stesso dovrebbe partecipare ai dibattiti per aiutarlo a capire la situazione”.

Parliamo un po’ del quartiere Albula centro “Il mio quartiere è il secondo per grandezza e comprende una parte storica di San Benedetto come via Laberinto e una nuova come viale De Gasperi. Parliamo di zone centrali della città e la viabilità non è una questione facilmente gestibile. L’incrocio tra via Formentini e via Toscana ad esempio, è impraticabile e occorrerebbe la presenza di un vigile visto che nelle vicinanze c’è anche la scuola materna di via Puglia. Mentre in via Risorgimento, c’è un pezzo di marciapiede pericolante che andrebbe subito sistemato. Più in generale occorrono nuovi asfalti per le strade e un illuminazione pubblica più sicura. Qualche mese fa, davanti al Commissariato è caduto un palo della luce e fortunatamente in quel momento non passava nessuno”.

Tra centrale di stoccaggio del gas e il quartiere Albula centro, sono diversi i punti sui quali si concentrerà il suo direttivo “Di sicuro saranno tre anni impegnativi, ma riuscirò ad accontentare tutti i miei residenti visto che posso contare sul Comitato formato da Orazio Cugnigni, Guerino Di Berardino, Nicola Di Pierro, Antonio Lucidi, Federico Quondamatteo e Antonio Re”.

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