A tutti piace bere un buon calice di vino, ma molti meno sanno orientarsi autonomamente nella scelta giusta. Così ogni vola ci si trova di fronte a una lista di vini non si sa cosa scegliere e perché. Questo articolo si propone di essere una semplice guida di base alle tipicità enologiche delle Regione Marche, per essere sempre pronti a scegliere il meglio… almeno quando si gioca in casa!
Una doverosa premessa riguarda la classificazione delle uve in autoctone e internazionali. Le uve autoctone sono quelle che crescono e danno il meglio della loro espressione solo in un determinato territorio. Un esempio lo sono l’uva pecorino nelle Marche, il nebbiolo in Piemonte, il catarratto in Sicilia…
Le uve internazionali, invece, possono essere coltivate in tutto il mondo, ovviamente le loro caratteristiche cambiano in relazione alle condizioni climatiche e ai terreni che incontrano. Così si può trovare l’uva merlot in Veneto come in Francia e lo chardonnay in America, in Sicilia o in Champagne.
L’enologia mondiale sta cercando di rivalutare le tipicità di ogni territorio; per questo negli ultimi anni abbiamo assistito alla rinascita di uve come la passerina o il pecorino da lungo tempo dimenticate e impiegate solo per il taglio di vini più importanti.
LE UVE BIANCHE AUTOCTONE DELLE MARCHE
Verdicchio
È la varietà più importante delle Marche e compone l’uvaggio delle DOC “Verdicchio dei Castelli di Jesi” e “Verdicchio di Matelica”. Il suo nome dipende dal colore dell’acino che resta verdolino anche quando è maturo. La caratteristiche dei vini ottenuti da quest’uva è la capacità di invecchiamento, così ancora oggi è possibile bere ottimi Verdicchio che abbiano oltre vent’anni.
Zona di diffusione: per lo più provincia di Ancona e Macerata.
Pecorino
Senza dubbio questo è il suo momento. Un’uva antica, derivata dall’addomesticamento della varietà selvatica che genere ancora oggi vini corposi dal tenore alcolico sostenuto. Il nome è probabilmente connesso allo stretto rapporto che c’è tra la pastorizie e le nostre terre; voci non ufficiali vogliono che a generarne il nome sia stata la predilezione delle pecore per quest’uva dolce. Il pecorino compone l’uvaggio della nuova DOCG (fino all’anno scorso solo DOC) “Offida Pecorino” e, insieme con trebbiano e passerina, quello della DOC “Falerio dei Colli Ascolani”
Zona di diffusione: Piceno e colline teramane, ma si coltiva anche in provincia di Chieti e Pescara, in piccole parti del Lazio e dell’Umbria.
Passerina
Fa parte delle cosidette “uve uccelline” dagli acini piccoli e appetitosi per gli uccelli (da qui il nome). La sua storia è legata alla Marche da tempi antichissimi e la sua grande capacità di resistere agli sbalzi termici e alle malattie l’ha portata fino ai giorni nostri. Quest’uva compone l’uvaggio della DOC “Offida Passerina” anche nelle tipologie passito, vin santo e spumante. È un’uva dal sapore delicato e fresco che genera vini da bere in annata.
Zona di diffusione: Marche, Abruzzo e Lazio.

LE UVE ROSSE AUTOCTONE DELLE MARCHE
Sangiovese
È una delle uve più diffuse nel Centro Italia, ma la varietà delle Marche si distingue da quella più nota della Toscana. È un’uva difficile da coltivare: delicata in vigna prima e nel trattamento in cantina poi. Sono incerte le origini del nome che potrebbe derivare da “sangue di Giove” o da “jugum” (giogo); sicuramente la sua coltura era diffusa in Italia già ai tempi degli Etruschi. Il sangiovese compone l’85% dell’uvaggio della DOC “Rosso Piceno” e in quantità minori rientra nella DOCG “Rosso Conero” e nell’IGT “Marche Rosso”.
Zona di diffusione: Marche, Toscana, Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio e Umbria.
Montepulciano
Varietà diffusa in tutta Italia, ma che trova in Marche e Abruzzo la sua espressione migliore. È un’uva ricca di polifenoli e di antociani che ne caratterizzano il colore rosso violaceo degli acini. Resiste bene alle malattie e genere vini sostanziosi, ricchi di sapore che spesso deve essere addolciti con passaggi in botti di legno. Il Montepulciano lo troviamo nella DOC “Rosso Piceno”, nella DOCG “Rosso Conero” e nell’IGT “Marche Rosso”.
Zona di diffusione: Marche, Abruzzo e in misura minore Lazio, Toscana e Molise.
Vernaccia Nera
Vernaccia significa uva di casa e ne esistono più varietà in Italia. Quella di Serrapetrona è un gioiello dell’enologia marchigiana; un’uva dolce famosa già nel Medioevo, apprezzata dai Lanzichenecchi e dai Bravi di Dono Rodrigo, oggi compone l’uvaggio della DOCG “Vernaccia di Serrapetrona”: unico spumante rosso naturale.
Zona di diffusione: comune di Serrapetrona, Belforte del Chienti e San Severino
Lacrima di Morro d’Alba
Un’uva locale dal carattere schietto. Il nome si deve alla forma allungata dell’acino o a una lontana parentela con l’uva lacrima spagnola. Produce vini freschi ma dalla scarsa longevità. Entra nell’uvaggio della DOC “Lacrima di Morro d’Alba” insieme con Montepulciano e Sangiovese.
Zona di diffusione:
Morro d’Alba, Monte San Vito, San Marcello, Ostra, Senigallia, Belvedere Ostrense, provincia di Ancona.

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