SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I Carabinieri della stazione di Porto d’Ascoli, al comando del luogotenente Antonio Di Mascio, coordinati dal comandante della compagnia di san benedetto Capitano Giancarlo Vaccarini, al termine di accurate ispezioni e verifiche hanno rinvenuto e posto sotto sequestro due “panetti” di cocaina del peso complessivo di 1040 grammi ed una pistola beretta calibro 6.35 risultata provento di  furto in appartamento commesso in provincia di Lucca nell’aprile del 2008.

Nel primo pomeriggio martedì 3 aprile, su segnalazione di alcuni operai che erano intenti a lavori di ristrutturazione in uno scantinato di via Cefalonia, a Porto d’Ascoli, i militari della locale stazione hanno rinvenuto una pistola Beretta calibro 6.35, in pessimo stato di conservazione.

Gli operai stavano lavorando in uno spazio condominiale accessibile a chiunque, posto nel piano seminterrato di un immobile costituito da appartamenti affittati d’estate ai turisti. Alla vista di quell’oggetto metallico di colore nero che sembrava proprio essere una pistola, gli stessi operai, senza esitazione, hanno chiamato il 112. Immediato l’intervento dei Carabinieri di Porto d’Ascoli.

Una volta recuperata la pistola, i militari hanno effettuato una approfondita ispezione dei luoghi, anche mediante l’utilizzo di sofisticate sonde video, rinvenendo nei pressi, abilmente occultati, due panetti di cocaina del peso complessivo di 1 chilogrammo e 40 grammi.

Immediati riscontri hanno consentito, tramite la matricola della pistola, di risalire al proprietario, residente in Garfagnana, in provincia di Lucca, che ne aveva denunciato la sottrazione nell’aprile del 2008. La stessa arma verrà inviata al raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma affinchè, attraverso accurate verifiche balistiche, stabilisca se tale arma e’ stata utilizzata per commettere qualche delitto.

Più complessi gli scenari ed i riscontri in corso per risalire agli ignoti possessori dell’ingente quantitativo di cocaina che, evidentemente, avevano occultato la droga in un luogo ritenuto sicuro ed inaccessibile e che ora “lamenteranno” una perdita economicamente valutabile in circa centomila euro, laddove si consideri il costo di una grammo di cocaina una volta tagliata con sostanze che ne aumentano il peso quasi del doppio.

 

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