SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E ora la tutela del patrimonio. Il movimento “Ambiente Salute Piceno” punta dritto alla difesa della proprietà personale, sancita dalla Costituzione e dalle direttive Comunitarie: “Trovateci una legge italiana o europea che preveda il non risarcimento dinanzi all’installazione di un impianto come quello di Gas Plus”, tuonano Alfredo Vitali, Massimo Bartolozzi, Johnny Perozzi, Adriano Mei e l’avvocato Corrado Canafoglia. “Se una casa valeva cento e dopo varrà 50, per quale motivo dovrei accettarlo? Non puoi derubarmi del mio valore”.

Ecco allora che l’associazione si rivolgerà a quei cittadini che vorranno appunto proteggere i propri beni, con un’azione ambiziosa: “Puntiamo ad una prima adesione di 200 persone. Raccoglieremo le deleghe dei residenti o commercianti che temono che la centrale svaluterà gli immobili”. Queste, dei moduli firmati, informeranno successivamente il Comune che, nel caso dovesse andare avanti con l’iter, costringerà i firmatari degli atti autorizzativi a risarcire gli ipotetici danni.

Il monito più duro arriva tuttavia da Canafoglia: “La Gas Plus non potrebbe mai muoversi in Francia con le condizioni presenti a San Benedetto. Quelli da noi elencati sono princìpi basilari. Senza sollevamento popolare sarebbero già alle firme. Sono più importanti i cittadini o le imprese?”.

L’attacco è tutto per la classe politica, dal Ministero dell’Ambiente in giù. Fino alle singole e piccole amministrazioni: “Ripetiamo: è l’Europa che chiede di fare la quantificazione dei problemi procurati. E la Costituzione ribadisce il medesimo concetto. Certe norme non si possono non conoscere, i politici devono sapere, invece di obbligare noi a allestire fiaccolate”.

Infine, il solito refrain sulla pericolosità del sito di stoccaggio di gas metano: “San Benedetto ha bisogno di questo impianto, economicamente parlando? Cosa ce ne torna? E’ previsto qualche guadagno? Viviamo di turismo; chi verrebbe a fare il bagno qui, sapendo di essere sopra ad una caverna piena di gas. Non è una guerra contro Gas Plus. Ma siamo liberi di dire che qua non vogliamo impianti”.

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