TERAMO – Fingendo di avere 15 anni contattava e adescava ragazzine tramite Messenger, una diffusissima chat on line, e una volta stretto un rapporto di confidenza si faceva inviare foto e filmati osè, minacciando le sue giovanissime vittime. Lui è un uomo di 33 anni della provincia di Teramo che nel giro di due anni, tra il 2009 e il 2010, ha raccolto circa 800 foto di una cinquantina di ragazzine tra gli 11 e i 17 anni che vivono in varie parti d’Italia. Ieri la polizia postale lo ha arrestato e rinchiuso nel carcere di Castrogno con le accuse di produzione di materiale pedopornografico, detenzione di materiale pedopornografico ed estorsione. A disporre l’arresto è stato il gip del Tribunale dell’Aquila Marco Billi su richiesta del sostituto procuratore David Mancini.

Le indagini della Polizia postale hanno preso il via, spiega Pasquale Sorgonà, dirigente della Polizia postale, dalla denuncia presentata dalla mamma di una bambina che vive in Piemonte, rimasta vittima del 33enne. A seguito di questa denuncia, l’anno scorso, è stato sequestrato all’uomo il primo computer che è stato consegnato alla Polizia postale per effettuare gli accertamenti del caso e si è capito che “non si trattava di un caso sporadico ma sistematico”.
L’uomo, che aveva diversi profili, cioè era presente con diverse identità su Messenger, stringeva amicizia con le sue vittime on line, creando un rapporto di fiducia e confidenza, per poi cominciare a chiedere alle sue amiche virtuali non solo foto nude ma anche di masturbarsi davanti alla webcam. Lui, dal canto suo, diceva di avere la telecamera rotta, per non farsi vedere, e inviava foto di alcuni giovanissimi come se fossero le sue. Per convincere le piccole amiche le ricattava, dicendo di essere un hacker e di essere pronto ad “entrare” nei computer delle giovanissime per carpire le foto e inviare virus. Questa tecnica, detta di “grooming”, arriva in genere fino ad una richiesta di incontro ma il 33enne non avrebbe mai visto le sue vittime di persona. Fino ad oggi la Polizia postale ne ha identificate 35, che sono state sentite alla presenza di genitori e psicologi e all’epoca dei fatti avevano tra gli 11 e i 17 anni. Solo alcune hanno sporto denuncia, mentre altre hanno negato tutto. Le giovani vivono in varie regioni: Veneto, Piemonte, Lombardia, Toscana, Emilia, Campania e Sicilia e in Abruzzo l’area interessata è quella dell’Aquila, dove è stato registrato un caso. Le indagini non sono terminate: complessivamente i computer sequestrati sono tre, oltre a un hard disk, ancora da esaminare. La polizia postale invita a segnalare eventuali altri casi, se qualche ragazzina è stata contattata da uno di questi nickname: Valeriux2010, Severe_winter, Lasabbiabrucia, Readyforsummer, Fruttoesotico. Al momento dell’arresto il 33enne, che viveva solo, ha infilato in un tritacarte un foglio con i suoi profili virtuali e le password, ma è servito a poco.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 873 volte, 1 oggi)