SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’Amministrazione comunale ha dato al Club 45 tre giorni di chiusura (20, 21 e 22 marzo). Le motivazioni riguardano la mancanza di una licenza che permetta il pubblico spettacolo con intrattenimento danzante a mezzo impianto acustico e Dj (contravvenendo all’articolo 68 del Regio decreto del 18 giugno 1931 numero 773). Considerando anche le accuse mosse da Nicola Marchegiani che lavora nel caseggiato adiacente al Club 45, Riviera Oggi ha voluto sentire anche i titolari del locale, per avere una visione più completa della faccenda.

Dario Vagnarelli e Joseph Piunti sono due ventenni. Il primo ha alle spalle, nonostante la giovane età, la gestione della Chalet 45 di sua proprietà, il secondo lavora da anni nei locali e ha deciso di investire su un proprio progetto. S’incontrano, la loro visione del divertimento combacia come la loro idea di somministrazione alimenti e bevande a cena e dopo cena. Diventano soci.

Li incontriamo nel loro locale.

Come è avvenuta la scelta del posto?
“Abbiamo scelto via Dandolo seguendo l’indicazione del Comune che ha intenzione di spostare la movida nell’area portuale. Trovato il manufatto e l’area, attraverso cospicui investimenti è stato realizzato il Club 45. Con l’apporto di tre progetti tecnici di tre studi professionali, abbiamo rispettato leggi vigenti sulla sicurezza, sull’impatto acustico e tutto ciò che ci ha permesso di avere un locale a norma”.

E la chiusura che vi hanno dato?
“Già presentata a febbraio tutta la documentazione, siamo in attesa che si riunisca la commissione esaminatrice”.

Il vostro impianto è a norma?
“L’impatto acustico è stato redatto attentamente da Luigi Balloni che si occupa di impianti per aziende e locali notturni in tutta la Provincia di Ascoli Piceno e non solo. Per scrupolo abbiamo personalmente accompagnato il tecnico nella casa (accatastata come civile abitazione) vicina al nostro locale per verificare gli eventuali rumori. Che l’impianto sia a norma lo dimostra, oltre il restare all’interno del volume dei decibel concessi, anche il fatto che nessuno della palazzina si è mai lamentato. La porta di entrata si chiude da sola in cinque secondi (lo testiamo personalmente ed è vero ndr) e tutti i nostri dipendenti sanno che, se possono, devono anticipare la chiusura manualmente per evitare che il suono esca dal locale. Per  non fare andare  le persone a fumare  in strada abbiamo creato una struttura fonoassorbente di lato al locale dalla quale, nonostante sia semiaperta, non esce alcun suono”.

Che rapporto avete con i commercianti del posto?
“Abbiamo aperto il 26 dicembre scorso, un’altra serata il 29 e dopo la pausa di Capodanno, dall’8 gennaio in poi, ogni giovedì e domenica. All’inizio abbiamo avuto qualche problema proprio con i commercianti del pesce, ma solo nei primi giorni perché non ci siamo resi conto subito che avremmo potuto creare problemi ai camion parcheggiati. Ma appena contattati da uno di questi, Marinangeli, abbiamo chiesto ai nostri vigilantes di proibire che i fruitori del locale, parcheggiando, impedissero il normale svolgimento del lavoro portuale. Abbiamo detto ai vigilantes di controllare che i clienti non facciano danni e ove sia possibile che non vadano ad urinare per strada. Vogliamo sottolineare che siamo forniti di ottimi servizi igienici all’interno del locale e adeguati alla capienza”.

Come vi comportate con i teenager?
“Per quanto riguarda le feste che facciamo la domenica pomeriggio abbiamo aderito al progetto Ballo ma non mi sballo. Noi non beviamo e per questo abbiamo cercato di realizzare un locale che offrisse ai giovani un modo nuovo di divertirsi, che scoraggi il consumo di alcol o peggio ancora. Chiediamo i documenti prima di dare da bere”.

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