Dai, non ci posso credere.

Il numero due d’Italia che fa la figura dello studente somaro ad una semplice interrogazione (con l’aggravio che nessun Floris-Professore lo richiama come suo dovere, il che è tutto dire).

Antonio Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, forse era stanco. O forse rifletteva per le parole di Maurizio Crozza (“I ministri del governo Monti sono come i maggiordomi di Agata Christie, ti accoltellano alla fine”).

Fatto sta che la sequela di imprecisioni sconforta (si spera che Monti abbia sempre con sé una calcolatrice con la quale verificare quel che gli consiglia Catricalà; e forse così si spiega come gli “esodati” fossero inzialmente stimati in ventimila, e invece potrebbero essere 350 mila).

Ecco la prima: “Il governo Monti è intervenuto in una situazione difficilissima per le finanze pubbliche, con lo spread a 550 punti, ora diminuito di due punti e mezzo, oggi abbiamo chiuso a 225“.

Floris non corregge, stavolta è lo scolaro-discolo Di Pietro che, dopo qualche minuto, cancella lo svarione: “Veramente 325, ed oggi è risalito”. Ma questo potrebbe essere un lapsus, via.

Tuttavia si resta un po’ stupefatti quando Catricalà cerca di dimostrare il benefico effetto della riduzione del differenziale Bond-Btp sui conti pubblici, ovvero attraverso una riduzione della spesa per interessi sul debito pubblico: “Una riduzione di un punto equivale a due miliardi, la riduzione di due punti e mezzo equivale a 5 miliardi di euro risparmiati dall’Italia: ecco cosa ha fatto il governo in poco tempo“.

Cinque miliardi di euro? Così poco? Catricalà azzecca per approssimazione: “Su duemila miliardi di euro di debito pubblico“, dice. Ma l’1% di duemila non è due miliardi, ovviamente. Stiamo parlando di 20 miliardi. E una riduzione di due punti e mezzo del tasso di interesse (pur da verificare con esattezza matematica nelle diverse tipologie di titoli di Stato) può arrivare al massimo a 50 miliardi di euro annui quando tutto il debito sarà rinnovato  (400 miliardi nel 2012, senza dimenticare che il 4 aprile 2011 lo spread era ad appena  122 punti, quindi in questo momento stiamo addirittura  pagando interessi più alti di un anno fa).

Perché Floris, Di Pietro, Finocchiaro, Lupi non rimarcano l’errore divulgato a milioni di italiani?

Molte cose sono cambiate, in pochi mesi. Pensavamo di avere un tunnel dalla Svizzera al Gran Sasso, ora invece sappiamo che abbiamo ridotto di dieci volte il costo degli interessi. Miracoli della politica. E della tecnica.

 

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