MONTEPRANDONE – Hanno rischiato la propria vita per recuperare i dispersi della Costa Concordia. Per rendere omaggio al loro coraggio e senso del dovere, il consiglio comunale di Monteprandone ha conferito la benemerenza civica al 1° nucleo operatori subacquei della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto e al concittadino sergente Leonardo Cherici.

Nel corso della cerimonia, il comandante regionale della guardia costiera, l’ammiraglio Giovanni Pettorino, ha ricordato il valore dei ragazzi del nucleo sommozzatori, “giovani che danno tanta speranza a questo Paese, che proprio in loro può trovare la forza per crescere ancora”.

“Siamo stati chiamati alle 2 di notte del 13 gennaio e dopo qualche ora eravamo già nelle acque dell’isola del Giglio per le prime attività di ispezione sulla nave – ha dichiarato il comandante del nucleo sommozzatori Angelo Doria, illustrando con un video il lavoro svolto nelle operazioni di recupero dei dispersi –. In tutti quei giorni abbiamo eseguito attività di recupero dei corpi ma anche attività di polizia giudiziaria, alla ricerca di prove ed elementi per capire quale sia stata la dinamica dell’incidente. Ci siamo occupati, ad esempio, del recupero della scatola nera della nave”.

Quindi il sindaco Stefano Stracci ha letto la proposta di delibera (approvata all’unanimità dal consiglio) per la concessione della benemerenza rimarcando come “gli uomini del nucleo operatori subacquei di San Benedetto siano stati esempio di altruismo e senso civico, rafforzando con il loro operato all’isola del Giglio la fiducia nelle istituzioni e nelle Forze Armate”. Stracci ha poi sottolineato la dedizione del sergente Cherici, cittadino di Monteprandone “che è intervenuto al Giglio con dedizione, professionalità e senso del dovere, dando lustro al Comune”.

Emozionato ed onorato per il riconoscimento Cherici ha ricordato quella notte in cui vennero allertati per l’emergenza: “Ci avevano detto che si era incagliata una nave, ma mai avremmo potuto immaginare una situazione così surreale. Non c’è un corso che ti prepari nell’animo ad affrontare una tragedia così grande, a recuperare dei corpi di persone morte in quello che per loro doveva essere un momento in gioia e di vacanza. Non siamo dei robot, le cose che abbiamo visto ci toccano profondamente nel nostro privato. Quando sei laggiù però, a decine e decine di metri di profondità, devi essere lucido e professionale cercando portare a compimento la tua missione nel miglior modo possibile”.

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