dal settimanale Riviera Oggi numero 909

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nelle ultime settimane, il quartiere Marina centro è finito nel mirino di numerose polemiche per l’ennesimo episodio di allagamenti determinando seri danni per esercizi commerciali e abitazioni. Secondo il presidente di quartiere Pierfrancesco Troli sono state investite troppe risorse economiche per iniziative dagli scarsi risultati.

Come valuta l’assemblea dello scorso venerdì? L’Amministrazione comunale sarà in grado questa volta di dare risposte concrete sul problema allagamenti? “Sono soddisfatto anche se mi aspettavo un po’ più di partecipazione. Ritengo che l’assemblea sia stata costruttiva, la gente è intervenuta facendo valere le proprie ragioni. Quanto all’Amministrazione, non sono mai scettico a priori, concedo a tutti la possibilità di fare i fatti ma se mi si vengono a sventolare i milioni di euro investiti per gli interventi fatti e quelli in corso, secondo me, non sono stati affatto spesi bene visti i risultati. Spero che si riesca a risolvere la situazione anche se il sindaco stesso ha confermato che la rete fognaria non funzionerà bene qualora si verificasse di nuovo una pioggia intensa”.

Secondo Gaspari, Roberto Oreficini della Protezione Civile regionale, riuscirebbe a ottenere dal suo presidente Franco Gabrielli i fondi per risarcire i danni. È fiducioso su questo? “Riguardo l’allagamento del 21 febbraio, qualcosa si sta muovendo. Più di una persona infatti ci ha chiesto di procedere con una ‘class action’ verso i responsabili, sia che si tratti della Ciip o del Comune. Stavolta i danni sono ingenti ed è giusto che le persone vengano risarcite. Mi auguro che sia Oreficini che Gabrielli trovino una soluzione; poche ore dopo l’accaduto, siamo stati contattati dai negozianti e abbiamo stimato venticinque mila euro di danni sommando solo quattro negozi”.

Riqualificazioni delle piazze San Giovanni Battista e Garibaldi e un nuovo impianto fognario. Quali altri provvedimenti per Marina centro? “In primis, la riqualificazione della zona mercato. Altro intervento di vitale importanza è la dislocazione del capolinea dell’autobus. Davanti alla stazione, i taxi, gli autobus e il traffico oltre a intasare la zona crea inquinamento. Poi la sicurezza. Questo quartiere ha bisogno di un po’ più di ordine pubblico, visti gli ultimi episodi di aggressione come quello del sottopasso pedonale vicino piazza San Giovanni Battista e il problema dei locali fracassoni. Su questo punto, vorrei sottolineare che sì, i gestori dovrebbero dotarsi della sicurezza però è altrettanto vero che una volta chiusi dev’essere l’ordine pubblico a vigilare”.

Parliamo della zona a traffico limitato. Come le è sembrato il progetto presentato da Spadoni? “Quello della ztl è un problema che va valutato nella sua interezza. Però, se lo si deve valutare su quattro vie (via Custoza, via Mentana, via Aspromonte e via Palestro, ndr) dove ci sono pochi negozi e mancano i controlli per chi non la rispetta, non è che si ha un quadro tale da poter stabilire se è un provvedimento corretto o meno. Una ztl implica che chi vuole venire in centro, deve avere i parcheggi a disposizione. Organizzarla invece su un perimetro che tocca la ferrovia a Est, la Statale 16 a Ovest, via Moretti a Sud e via Roma a Nord incentiva il trasporto pubblico scoraggiando l’inquinamento. Disposto così, il progetto non mi convince”.

A gennaio ha depositato in Comune un’istanza rivolta all’assessore ai Lavori Pubblici Leo Sestri circa il pericolo rappresentato dai pilastri vicino all’asilo Merlini. Come è andata a finire? “L’intervento è iniziato ma ancora è incompleto. Le colonne sono state messe in sicurezza attraverso una recinzione e delle morse che le mantengono ferme. Secondo me andrebbero proprio demolite. Anche altre zone della città necessitano di manutenzione, come ad esempio il manto stradale e i marciapiedi che in alcune zone della città si sono gonfiati, rappresentando un rischio sia per chi va in bici che a piedi”.

Insomma, da quando il suo direttivo si è insediato alla guida del quartiere Marina Centro siete costantemente impegnati con le diverse problematiche. “Penso che faccia piacere al quartiere avere un direttivo che si fa portavoce dei problemi. È un ruolo alquanto impegnativo. Insomma, una bella esperienza anche dal punto di vista personale”.

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