Dal settimanale Riviera Oggi n.911, in edicola dal 19 marzo 2012

GROTTAMMARE – Un quadro “a tinte fosche” sull’intreccio tra imprenditori, politici e banchieri. È quello emerso nell’incontro di sabato alla Sala Kursaal di Grottammare, organizzato da un gruppo di associazioni tra cui Luoghi Comuni. Ospiti d’eccezione tre esperti in materia: Ivan Cicconi, direttore di Itaca (Istituto per l’innovazione e la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale), Claudio Giorno, valsusino aderente al movimento No Tav e Sandra Amurri, grande firma de Il Fatto Quotidiano.

Parlando di Tav, Cicconi ha ricordato come il servizio ad Alta Velocità sia stato affidato all’epoca del governo Prodi a Ntv, società privata creata da Montezemolo, Della Valle e Punzo. È grazie a questo “pacco dono” e con un investimento a testa di 300 mila euro, che i tre imprenditori hanno oggi in mano il 35% di una società con un patrimonio di 300 milioni di euro. Per non parlare dei costi per realizzare grandi opere come la Torino-Lione, che alimentano il debito pubblico nascosto e dunque “pesano” sulle spalle dei cittadini: “Tramite il project financing – spiega Cicconi -, le banche effettuano ingenti prestiti alle società che sono garantiti dallo Stato e non figurano in bilancio perché occultati nella contabilità di compagnie private”. In più, si tratta di scelte che oltre a costare parecchio non migliorerebbero di molto i servizi esistenti, vedi la cancellazione dei treni a lunga percorrenza.

Questi ed altri elementi vengono a galla grazie all’informazione, che tuttavia da sola non riesce a spezzare il circolo vizioso politica-affari: “Anche quando si informa non accade nulla. Oggi ciò che manca in Italia non è il livello di conoscenza, ma di ribellione”, commenta amaramente la Amurri. “Il movimento No Tav è nato nel 1989 quando il problema per gli ecologisti alpini era l’eccesso di traffico automobilistico che minacciava l’ecosistema – spiega il valsusino Giorno -. Poi il movimento è andato crescendo di manifestazione in manifestazione”. “Negli ultimi anni ci possono essere stati degli eccessi – aggiunge -, ma cresce la rabbia nel vedersi inascoltati e nel veder militarizzata la nostra valle, la più infrastrutturata d’Europa”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 258 volte, 1 oggi)