SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dice di non voler far polemica. E lo ribadisce: una, due, tre volte. Tuttavia se gli si domanda come si comporterà quando si tratterà di votare il documento sulla tassa di soggiorno, che approderà in Consiglio Comunale il prossimo 29 marzo, la risposta di Marco Calvaresi è eloquente: “Mi asterrò, lo faccio sempre visto il mio ruolo. Ma avrei votato assolutamente contro questo regolamento”.

Eppure il presidente dell’assise, al contempo imprenditore turistico, si era proclamato in passato favorevole all’imposta: “E’ vero, e lo ribadisco, però serviva coraggio. Avrei optato per un anno di prova, non avrebbe fatto male. La chiarezza non c’è”. Calvaresi spiega il suo punto di vista paragonando la realtà sambenedettese a quella della vicina Grottammare: “Loro la applicheranno fissa ad un euro, noi arriveremo a due. Loro partiranno a luglio, noi a metà giugno. E’ stata un’occasione mancata, il fallimento dell’operato del Consorzio Turistico, che avrebbe dovuto unificare i Comuni. Gli albergatori dovevano lottare per comprenderne lo scopo, non opporsi a priori. Purtroppo si è notata la mancanza della rappresentanza sindacale del settore. E’ stato un papocchio, nessuno ci ha fatto bella figura”.

L’applicazione dell’imposta si fermerà ai sei pernottamenti, con l’individuazione di alcune categorie di persone che, come scritto più volte, saranno esentate dal pagamento (minori di 12 anni, gli assistenti di ricoverati, i clienti degli ostelli della gioventù, i portatori di handicap non autosufficienti, i gruppi dei soggiorni per la terza e quarta età e per i disabili). Il risultato? “Che ci rimetteranno esclusivamente i turisti”, conclude Calvaresi.

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