SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il primo gli dà del “neofita politico”, il secondo dell’”ignorante” in campo turistico. Non se le mandano a dire Piero Celani e Marco Calvaresi, protagonisti di un botta e risposta senza esclusione di colpi. I due mal si digeriscono e già due mesi fa se le dettero di santa ragione a proposito degli investimenti di Palazzo San Filippo per il Nabucco e i Carmina Burana. C’è poi forse il fantasma di Amedeo Ciccanti, grande consigliere di Calvaresi e nemico giurato di Celani, a complicare le cose.

La polemica stavolta fa riferimento al documento firmato dalla Provincia che includeva la richiesta alle imprese turistico alberghiere del territorio di valutare la possibilità di mettere nella disponibilità soggiorni gratis presso le strutture, anche in periodi non particolarmente interessati dai grandi flussi turistici. Un episodio su cui il noto albergatore sambenedettese non intende fare passi indietro: “La promozione turistica è demandata alla Regione, la Provincia deve fare accoglienza. Stop. Vanno definiti i ruoli. Nelle competenze di Celani c’è il coordinamento e la supervisione fra gli enti locali ed in questo rilevo la mancanza del coinvolgimento del sistema turistico locale e del consorzio turistico Riviera delle Palme”.

Calvaresi è un fiume in piena, proprio perché toccato nel suo lavoro: “Da quel punto di vista non può insegnarmi nulla, sono nel settore da decenni. Quando ero in Confindustria mi scrivevano Solazzi e la Moroder, mai Spacca. Il ruolo di Gabrielli è stato esautorato, scavalcato. Lo ribadisco. Non si doveva permettere di chiamarci; ci sono i dirigenti e gli assessori per quello. Si affidi a quei circuiti. Il Presidente ha perso un’occasione per fare rete e sistema. Non basta andare alla Bit, è solo una passerella. Ho contattato – prosegue – diversi responsabili di associazione degli albergatori da Ascoli a San Benedetto e Grottammare ed hanno confermato di essere all’oscuro dell’iniziativa, a loro volta mi hanno confessato di essere stufi di essere chiamati solamente a dare nel momento del bisogno e mai nel momento della concertazione. Un appello inoltre riguardo alla bretella, che non si deve fermare ad un progetto di massima ed alle sue considerazioni tecniche. La ricerca dei fondi per l’esecuzione dell’opera, che dovrebbe essere di circa 70 milioni di euro sia anche una sua responsabilità, per lui che ha fatto una proposta di project financing di oltre un miliardo di euro non dovrebbe essere poi così difficile”.

Due quesiti infine rivolti a Bruno Gabrielli: “Che fine ha fatto il progetto della precedente amministrazione provinciale riguardante la filiera corta? E che fine ha fatto il sito internet turistico della Provincia?”.

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