GIULIANOVA – Medico rimanda a casa disabile senza visita per via delle barriere architettoniche che intercorrono tra il paziente e lo studio medico. E’ accaduto a Giulianova, dove A.P. disabile di 63 anni, aveva prenotato una visita otorinolaringoiatrica presso uno specialista molto noto in città. Quando l’uomo, accompagnato dalla moglie, si è presentato all’appuntamento, ha costatato che lo studio medico si trovava al quarto piano di una palazzina e che l’ascensore era raggiungibile solo dopo aver superato un certo numero di gradini. Un tragitto, seppure breve, assolutamente impercorribile per una persona costretta su una carrozzina. La coppia ha citofonato per chiedere aiuto per raggiungere lo studio, ma ha ottenuto in risposta dal medico il diniego alla visita, e l’invito a prendere un altro appuntamento presso l’ospedale di Giulianova, dove il professionista effettua anche delle visite. L’uomo e la moglie sono quindi tornati casa pieni di amarezza, e l’episodio è venuto fuori attraverso uno sfogo della figlia della coppia, affidato a Facebook, a cui sono seguiti numerosi commenti di indignazione e attestati di solidarietà per quanto accaduto.

“Il dottoruncolo in questione – scrive la ragazza – attraverso il citofono e senza scendere dallo studio, ha detto che allora no, non era per lui possibile visitare. Vorrei suggerire al dottore e alla sua coscienza quanto meno un po’ di educazone… poteva perdere anche un minuto per stringere una mano, no?”

Ma questo caso non è riconducibile solo a mancanza di buona educazione da parte di un dottore poco avvezzo al contatto umano con i propri pazienti, quanto alla violazione di alcuni principi fondamentali della Carta europea dei diritti del malato e del Codice deontologico della professione medica.

Perché se l’articolo 2 del primo documento cita il diritto all’accesso alle cure mediche (“Ogni individuo ha il diritto di accedere ai servizi sanitari che il suo stato di salute richiede. I servizi sanitari devono garantire eguale accesso ad ognuno, senza discriminazioni sulla base di delle risorse finanziarie, del luogo di residenza, del tipo di malattia e del momento di accesso al servizio”), il Codice deontologico prevede, nel giuramento professionale, che il medico “curi tutti i pazienti con eguale scrupolo e impegno, indipendentemente dai sentimenti che essi ispirano, e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica”, mentre l’art 6 sancisce che “il medico è tenuto a collaborare alla eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario, al fine di garantire a tutti i cittadini stesse opportunità di accesso, disponibilità, utilizzazione e qualità delle cure”.

E se l’abbattimento delle barriere architettoniche negli ambulatori e studi medici è una questione da sempre molto dibattuta a livello nazionale poiché costituisce un impedimento al cittadino disabile di esercitare il proprio diritto alla salute, il medico in questione, che ha indicato sbrigativamente di rivolgersi all’ospedale senza considerare la disabilità grave del paziente che gli rende difficoltosi gli spostamenti, avrebbe comunque potuto risolvere con signorile professionalità il disagio arrecato dal proprio studio medico, non accessibile a persone in carrozzina, offrendosi per una visita a domicilio o, più semplicemente, mostrando una maggiore attenzione e sensibilità nei confronti delle aspettative del paziente.

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