Tassa. La tassa di soggiorno è un argomento di cui tanto si è discusso nella nostra provincia e tanto si discuterà ancora. Il motivo è, secondo me, molto semplice  e legato al problema della frammentarietà di idee e di decisioni che stanno distruggendo il nostro turismo. E sì, perché il problema non è la tassa bensì l’interpretazione che si dà alla stessa nello spazio di appena venti chilometri quadrati. Dalle varie amministrazioni locali e da quella miriade di personaggi che si interessano di turismo (o vi si aggirano che è meglio) e non devono render conto a nessuno se non a loro stessi, neanche al popolo che li ha eletti.

Ma è mai possibile che a Cupra Marittima abbiano già deciso di non “utilizzarla”, a San Benedetto di applicarla, a Grottammare lo stesso. A Martinsicuro no. Un mosaico che non può che allontanare i turisti o, perlomeno, quelli che se ne rendono conto. Che se ne rendono conto magari mentre ne parlano sotto l’ombrellone. Pur alloggiando in alberghi distanti un chilometro tra loro, uno paga la tassa e l’altro no. Distanze che si accorciano tra i bagnanti di San Benedetto e quelli di Martinsicuro e tra quelli di Grottammare e Cupra Marittima.

Il problema è principalmente questo e scaturisce dalla voglia di voler continuare a “contare” senza la necessità di doversi confrontare con un ente turistico che li rappresenti tutti e che sia in grado annualmente di raccogliere i pareri di tutti, sintetizzarli per tirarne fuori la decisione migliore e più condivisa. Ma il colmo è che, quelli che vorrebbero una cosa del genere sono i comuni più piccoli, molto meno  quelli più grandi. E’ il colmo, ma il motivo è molto semplice: a San Benedetto  gli “opinionisti” sono più numerosi e diversificati. Il brand Piceno s’ha da fare. Chi non lo vuole fa male a se stesso. Se si fa sarebbe giustificata anche la provocazione di una tassa di entrata nella bellissima città di Ascoli Piceno (se non sbaglio esiste con modalità ad hoc per altre grandi città o centri storici di grande valore culturale), una tassa che la valorizzerebbe ma prima il restailing attualmente in corso va terminato.

Samb. Il problema della nostra amata quadra di calcio è simile ma lì l’aspetto economico è preponderante, seppur legato alla massima condivisione di un bene che tutti dicono di amare mentre in pochi sono coloro che vorrebbero fare qualcosa per risollevarla; aspettano una manna dal cielo che, ormai si sa, non arriverà mai.  Gli attuali contrasti tra Bartolomei e Pignotti con Spina e il sindaco Gaspari hanno rinfocolato polemiche che ai più sembravano inesistenti e che non ci volevano in un momento tecnico così ricco di soddisfazioni, la Samb non perde da 21 partite.  Ma forse il problema maggiore è quello fortemente legato alla degenerazione di un modo (che alla fine si rivela una semplice illusione) per incassare sponsor che, nel dilettantismo di tutti gli sport si può utilizzare, nel professionismo no. Tra le tante cose da fare per questa nostra derelitta Italia, sarebbe il caso che Mario Monti mettesse le mani pure su questo aspetto. Credo che emergerebbero illegalità per le quali lo sport è solo un tramite mentre si ripercuotono negativamente su tutta l’economia nazionale.

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