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intervista Pier Paolo Flammini, riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gli indignados hanno il volto anziano di queste donne esasperate: via Val Tesino scende “letteralmente” in strada, per incontrare i tecnici del Comune di San Benedetto Tonino Cameli e della Ciip Pietro Di Pasquale chiedendo – ancora una volta in vent’anni – un qualche intervento che riesca a dare serenità ad una via costretta a trasformarsi in una piccola Venezia (senza calli e canali, però) ad ogni scroscio d’acqua, almeno dal 1992, quando dopo l’alluvione del Tronto il fosso che conduceva le acque verso mare è stato sostituito da una fognatura che ha molti problemi irrisolti.

Gli “indignados”, che si autodefiniscono “incazzati“, non ne possono più: “Qui l’acqua, quando piove, arriva come un fiume, da Via Val Tiberina” spiega un residente, Luigi Cameli. Perché via Val Tesino si trova stretta tra via Val Tiberina, che è ad un’altezza superiore, e la ferrovia Ascoli-Porto d’Ascoli, che la chiude e funge da “tappo”. Così anche precipitazioni quasi nella norma determinano gravi problemi. La fognatura potrebbe risultare addirittura in leggera contropendenza così da provocare i frequenti allagamenti.

Italia Tulli non vive più qui, dal marzo 2011, quando l’Agraria venne inondata pesantemente a causa dell’esondazione dei fossi: ha trovato accoglienza nell’abitazione del nipote, Emilio Speca, a Grottammare: “Ho subito 70 mila euro di danni” dice, davanti al portone della sua abitazione, l’ultima a ridosso della ferrovia. Una parte dell’edificio è lacerato da una evidente crepa esterna, mentre il portone di ingresso è ostruito in basso da una tavola con la quale si cerca di evitare – senza riuscirsi pienamente, però – che altra acqua piovana penetri all’interno. Poi c’è un’altra signora che non vuole parlare al nostro microfono “perché mi conosco, sono troppo arrabbiata e potrei dire cose di cui mi pentirò” e, comunque, ricorda, “io vivevo qui dietro, nello stesso palazzo di Paolo Perazzoli, e ho lavorato alla Surgela con il sindaco Giovanni Gaspari” ma adesso invece “è tempo di aprire le porte a calci, qui non ci ascolta nessuno”.

Sono i figli e i nipoti, trentenni o nemmeno, che cercano di calmarle, ma poi perdono la pazienza anche loro. E c’è la signora Lucia Pavoni, che vive qui “da quando avevo 12 anni, non c’era niente, e adesso sto sempre con l’umidità che mi divora tutta la casa anche molti giorni dopo la pioggia”, e ci fa vedere gli stipiti delle porte corrosi persino in queste calde giornate primaverili, “l’acqua penetrata nelle pareti”, e poi dice “io sono stata sempre comunista, ma adesso non guardo in faccia a nessuno”. C’è pure un garage interrato naturalmente inagibile, protetto da un paio di mobili.

I due tecnici cercano di placare gli indignati di via Val Tesino: “Se siamo qui è perché vogliamo aiutarvi a risolvere il problema”, dicono, ma intanto l’avvocato Romina Ascani e il presidente del quartiere Agraria Andrea Traini non mollano: “Sono vent’anni che ripetete le stesse cose, qui è un continuo scarica barile”. La Ciip “ha la responsabilità delle acque nere” afferma Di Pasquale, mentre Cameli ricorda come “faremo presente della situazione i nostri dirigenti e il sindaco”, al che l’avvocato Ascani ribatte che “la Ciip è al corrente della situazione da 10 anni, mentre in Comune non si riesce a trovare chi prenda delle decisioni in merito, anche se ricordo che ai sensi dell’articolo 2051 del Codice Civile l’amministrazione comunale ha una responsabilità oggettiva”. E infatti sono numerose le cause con richiesta di risarcimento danni avviate negli anni passati, “con cifre di poco conto, 7/800 euro, però pagate” mentre, dopo quanto accaduto nel 2011, le cause aperte dai soli residenti di via Val Tesino sono ben 7, per importi che arrivano ai 70 mila euro. Inoltre in molti hanno eseguito dei lavori coi propri fondi, e tutti insieme i residenti hanno pagato una ditta anconetana per una videoispezione del sistema fognario.

Andrea Traini difende i cittadini: “Cercheremo di sapere cosa dicono l’assessore Sestri e il consigliere di maggioranza, che vive in questo quartiere, Gianluca Pasqualini, o se continueranno a non prendere posizione. Tutti i quartieri hanno problemi ma questo sicuramente avrebbe bisogno di un occhio di riguardo considerata la situazione complessiva della zona”. Che ha anche ripercussioni economiche non indifferenti: “Dovevo prendere un mutuo per mia figlia e garantire con i tre appartamenti di proprietà in via Val Tiberina la somma concessa dalla banca. Ebbene queste case sono considerate così svalutate che non valgono più nulla, nemmeno a garantire un mutuo”.

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