SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Ortofrost ha avviato la procedura di mobilità per il licenziamento collettivo di tutte le maestranze, per cessazione dell’attività ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 223 del 1991.

I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, il management dell’azienda e i funzionali regionali si sono riuniti presso gli uffici della Regione Marche nella mattinata del 15 marzo scorso, con lo scopo di analizzare le possibilità di applicare l’ammortizzazione sociale previsto in caso di cessione dell’attività. 

Avrà una durata di 12 mesi il provvedimento e al termine di questo si attiverà la procedura di mobilità. In un incontro con le segreterie sindacali Cgil, Cisl, Uil, la stessa azienda aveva accolto l’istanza presentata dai rappresentati dei lavoratori di trasformare la procedura di mobilità in cassa integrazione straordinaria. Tale accordo però doveva essere approvato anche dalla Regione Marche.

Ora spetterà all’Ente spedire al Ministero del Lavoro a Roma l’intera documentazione. Nel corso della riunione, la proprietà Ortofrost, rappresentata dal consigliere delegato Antonio Clemente, avrebbe confermato la volontà di chiudere l’impianto produttivo a partire dal prossimo 30 marzo 2012 mentre la procedura di cassa integrazione straordinaria inizierà a partire dal prossimo 2 aprile.

Lo si apprende in una nota ufficiale dei sindacati che spiega inoltre come “nel corso degli incontri in prima fase le organizzazioni sindacali pur prendendo atto della inevitabilità della decisione della società di cessare l’attività aziendale, hanno evidenziato la necessità di promuovere ogni iniziativa che consenta di rendere meno traumatici gli effetti delle determinazioni aziendali, mediante l’utilizzo degli ammortizzatori sociali disponibili”.

 

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