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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Però, la Rete, che forte! Cerco su Google una immagine per valutare la distanza tra la centrale di stoccaggio gas Stogit-Eni di Minerbio e il centro abitato, ed ecco che invece incontro un blog vivacissimo della “Bassa”, www.lavocedelcittadino.com, che ripropone in piccolo (il comune emiliano ha 8 mila abitanti rispetto ai 48 mila di San Benedetto) ma non troppo le tensioni che negli ultimi mesi hanno attraversato la Città delle Palme per via del progetto di stoccaggio del gas della Gas Plus/Gaz de France/Acea.

E anche qui la politica vede una polemica dura e forte tra grillini e Partito Democratico, e, venendo a conoscenza della visita sambenedettese a Minerbio, ecco cosa si legge nel blog: “Chissà se ai membri della commissione verrà riempita la testa con relazioni e documentazioni a senso unico, scaturite esclusivamente da una sola fonte: quella della Stogit“, e ancora, sperando che il sindaco Lorenzo Mingantinon si esibisca nella sua solita e trita rappresentazione ma che per una volta, esprima qualcosa di utile per noi tutti, e nel caso particolare, per i cittadini di San Benedetto del Tronto“.

Ma perché i cittadini (o almeno alcuni di essi) ce l’hanno con la Stogit e con il sindaco? Il 16 gennaio 2011 il blog scrive di “Un altro gasdotto in arrivo a Minerbio” senza o con scarse compensazioni economiche, e poi del pericolo evidenziato dai cartelli nell’area dello stoccaggio, l’assenza di informazioni ambientali sull’impianto.

Ma c’è di più: a Minerbio ma anche nell’intorno, e non è solo La Voce del Cittadino a darne conto, “il Ministero delle Attività Produttive, ha autorizzato la Stogit a mettere in atto un’opera di rilevazione del sottosuolo, attraverso le detonazioni di cariche esplosive e di macchinari che attraverso la produzione di vibrazioni riescono, con l’onda di ritorno, a leggere la conformazione del sottosuolo stesso. Il risultato delle esplosioni è che i cittadini di San Martino in Soverzano, di San Giovanni in Triario, e tutta una serie di edifici, tra cui la ex Scuola, lo storico Castello, e il Comune stesso di Minerbio, si ritrovano con crepe, calcinacci, e crolli”.

La Stogit si difende e anche il sindaco di Minerbio esclude la relazione tra crepe e attività ispettiva (clicca qui per leggere l’articolo del giornale L’informazione) che però pubblica il 29 gennaio 2011 anche una lettera del Comune con la quale chiede a Stogit le spese per il ripristino del tetto di una vecchia scuola danneggiata dalle esplosioni. Il tutto arrivò alle carte ufficiali del Consiglio comunale, con la quale il sindaco ammise che qualche danno risultava dalle esplosioni ispettive: si legga qui la delibera consiliare del 28 febbraio 2011.

Elementi che forse saranno portati alla discussione cittadina dalla conferenza stampa prevista per giovedì e che illusterà i risultati della visita a Minerbio.

Per la cronaca, Minerbio ha circa 7500 abitani, economia a carattere rurale, turismo praticamente inesistente. La centrale si trova a due chilometri dal centro abitato e l’abitazione più vicina è circa a 300 metri.

 

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