SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rifondazione Comunista si scaglia contro la maggioranza: “Apprendiamo che il Partito Democratico di San Benedetto sta svolgendo incontri sul Prg in varie zone della città: dunque chi governa l’urbanistica nella città di San Benedetto? Ci saremmo aspettati che incontri di questo tipo li promuovesse non un singolo partito ma l’amministrazione comunale, perché è all’amministrazione che spetta il compito di avviare un percorso partecipativo su questo tema, come sbandierato da anni e mai attuato. Inoltre non capiamo come si possano organizzare incontri su un tema come l’urbanistica senza neppure coinvolgere l’assessore di riferimento, la cui assenza ci fa pensare a un sostanziale commissariamento del Partito Democratico nei confronti dell’
assessore Canducci”.

A questo punto, il segretario sambenedettese del partito, Gabriele Marcozzi, si rivolge direttamente al sindaco Gaspari: “Lui ha giustificato le numerose e ricche consulenze dicendo che erano utili perché alla fine il Prg stava nel cassetto, bello e pronto negli uffici; perché invece di fare questi incontri non presenta il frutto di tanto lavoro? La realtà è che questa amministrazione non ha alcuna intenzione di elaborare un nuovo piano regolatore e tutto quello che sta facendo è gettare fumo negli occhi ai cittadini. Lo si era già promesso negli scorsi cinque anni e si è andati avanti per piani particolareggiati che non hanno una visione completa della città ma rispondono esclusivamente all’interesse dei grandi proprietari”.

“Inoltre – prosegue Marcozzi – sentiamo dire dalla Emili che si potranno ancora concedere diritti
edificatori ai privati in cambio della loro collaborazione nella realizzazione di opere di pubblica utilità: pare che le ultime alluvioni non abbiano insegnato nulla! Noi crediamo invece che San Benedetto abbia bisogno di un Piano Regolatore Generale, che questo debba essere a crescita zero, e che comprenda soltanto la possibilità di riqualificare e ristrutturare l’esistente. Si porterebbe lavoro a molte piccole imprese e si renderebbe la città e sicuramente migliore e più vivibile. Le uniche deroghe che siamo disponibili a concedere sono quelle per l’edilizia sociale di proprietà pubblica; e se ci sono da fare zone Peep queste debbano essere fatte non in periferia come dei ghetti, con tutti i problemi che una scelta del genere comporterebbe, ma in luoghi centrali e pregiati della città, creando integrazione tra i vari contesti socioeconomici”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 356 volte, 1 oggi)