MARTINSICURO – Nessuna spaccatura o terremoto. Città Attiva rassicura sulle dimissioni del vicepresidente Alduino Tommolini, ritenendole un caso unico, che non porta conseguenze negative.

Una separazione che però, indubbiamente, ha generato qualche preoccupazione all’interno del gruppo, soprattutto perché a dimettersi è stato uno dei componenti più attivi e partecipi, in quanto consigliere comunale e socio fondatore dell’associazione. Tuttavia Città Attiva, dopo aver incassato il colpo, serra le fila in vista delle amministrative e ribadisce l’unione di intenti e lo spirito di gruppo che invece Tommolini aveva messo in discussione. Rispedisce inoltre al mittente le accuse di personalismi e di divergenze di vedute tra i componenti dell’associazione.

“Ci sembra al quanto fuori luogo – scrive in una nota l’associazione – usare termini come spaccatura o terremoto all’interno di un gruppo per definire le dimissioni di un suo elemento. Si tratta pur sempre di una scelta personale che non  rispecchia in alcun modo le decisioni della maggioranza dell’associazione che resta compatta e determinata nel raggiungimento dei suoi obiettivi. Una scelta che ci può stare, ma che rimane unica, isolata ed a nostro giudizio priva di conseguenze negative.

Chi ha potuto partecipare, facendoci l’onore di intervenire, alle ultime due assemblee pubbliche ha potuto respirare il clima di serenità che invece traspare dagli interventi e dai comportamenti dei componenti l’associazione. Le dimissioni da membro dell’associazione sono probabilmente frutto di una insofferenza latente verso il rispetto di scelte  collegiali e della convinzione che le decisioni prese a maggioranza vadano seguite solo se rispecchiano il proprio pensiero.

L’unità e il progetto dell’associazione Città Attiva sono costruiti intorno a ideali di trasparenza e disinteresse personale. Ideali che accentuano l’amarezza per una scelta che riteniamo dettata dalla consapevolezza che l’intero gruppo direttivo non avrebbe supportato le ambizioni di Tommolini,  ambizioni che svuotano e rendono arida la necessità di stare in un gruppo e di condividerne il comune sentire.

Riteniamo, per quanto ci riguarda, questa vicenda chiusa in quanto, come è nostro solito, non amiamo le inutili polemiche. Ogni scelta  personale è rispettabile, le motivazioni invece vanno ben definite.

In questo ultimo periodo, al contrario di quanto affermato dal nostro ex associato, abbiamo avuto modo di confrontarci con tutte le anime del panorama politico locale dimostrando la massima apertura verso tutte le posizioni proposte, allo stesso modo non abbiamo dimostrato disponibilità verso l’eventualità di mettere in discussione la candidatura a sindaco della persona che riteniamo maggiormente si sia spesa in questi anni per il bene e lo sviluppo dell’associazione, Paolo Camaioni, e questo riteniamo sia il vero motivo che sta alla base delle dimissioni.

Ringraziamo il nostro ex associato per tutto quello che ha potuto dare al nostro gruppo: resta il  rammarico di non avergli trasmesso quella energia che caratterizza ogni componente del Direttivo e che determina la forza stessa di Città Attiva”.

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