SAN BENEDETTO – Oggi, venerdì 9 marzo, nel pomeriggio, alle ore 18,30, presso l’Hotel Progresso l’attore, regista ed autore teatrale Gianfelice Facchetti, figlio del grande e compianto Capitano e bandiera dell’Inter e della Nazionale Italiana degli anni 60-70 Giacinto, presenterà il suo libro “Se no che gente saremmo”. L’evento, organizzato dall’assessorato alla Cultura in collaborazione con la libreria “La Bibliofila” e lo chalet “La Croisette”, sarà introdotto dal consigliere regionale Paolo Perazzoli e coordinato dal giornalista Mimmo Minuto.

Gianfelice si è formato presso la scuola di teatro di Quelli di Grock. Dal 2000 collabora con diverse realtà teatrali educative come la casa circondariale di Monza e l’Istituto dei ciechi di Milano, impegni che alterna al lavoro con la Compagnia teatrale Facchetti-De Pascalis di cui è regista, autore e attore. Come attore ha recitato anche in fiction televisive, tra le quali “Il grande Torino” e “Il Pirata-Marco Pantani” e in film per il cinema come “L’aria del lago”. Collabora anche con il Corriere della Sera.
Nascere e crescere all’ombra tenace dell’olmo Facchetti è stata per Gianfelice una grande fortuna, ma anche una sfida stimolante e non sempre facile.

In questo suo ultimo libro, edito da Longanesi, ripercorrendo la vita del padre Giacinto, leggenda calcistica e straordinario esempio di integrità morale, Gianfelice ci mostra che correndo ostinatamente dietro i propri sogni si può costruire una vita esemplare. Scorrono così, come in un’emozionante moviola d’epoca, le immagini del capitano dell’Italia che ha battuto la Germania 4 a 3, i grandi derby con la maglia dell’Inter, le sfide con il russo Cislenko, il magico mondo delle figurine e il calcio eroico di una volta.

A Gianfelice Facchetti nel libro, tocca anche il compito di difendere il padre dall’attacco mediatico del processo (su Calciopoli) di Napoli e lo fa con sanguigna passione di figlio. Un libro che rappresenta, infine, un lungo e affascinante assist tra un padre e un figlio e tra il figlio e i lettori. Il pallone che ci arriva è fatto di dignità, coscienza e lealtà, resistenza e pudore. Tocca a noi, adesso, saperlo giocare; per poi, un giorno, ripassarlo.

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