GROTTAMMARE – “Di stupri e omicidi a sfondo razziale. Parla di abusi. Parla di violenze insensate. Parla di guerre senza regole. È un film dell’orrore. Ma purtroppo non c’è niente di inventato”, commenta nell’introduzione Andrea Riscassi.

Il romanzo di Massimo  Ceresa parla di assassinii di giornaliste. Le guerre in Cecenia, il destino di tre donne, quello di un intero popolo e le violazioni dei diritti umani nella nuova Russia raccontate in un libro-denuncia.

Dania e la neve” verrà presentato alla Galleria Opus, sabato 10 marzo, ore 18, alla presenza dello stesso autore che converserà con Lucilio Santoni.

Dania è bella, elegante, meravigliosa e figlia dei culi neri. Li chiamano così i ceceni, in Russia. Un termine dispregiativo per indicare qualcosa che non appartiene a loro, che non sentono come fratelli.

Le pagine di Dania e la neve si collocano in uno spazio quasi a-temporale, dove il rimorso fa breccia nell’anima di un torturatore, dove bere il sangue della propria vittima ti rende il mostro che non sei. L’odio si impossessa di te che ti ritrovi a combattere perché te lo hanno ordinato. Così la neve che Dania guarda dal finestrino del suo treno in corsa si macchia ogni giorno di rosso. Rosso sangue.

Si respira tutta la scrittura di Anna Politkovskaja nelle pagine scritte dall’autore e ancor più l’impegno di non dimenticare quanto ancora accade” scrive nella prefazione Valentina Nuccio.

 

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