SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito pubblichiamo una lettera scritta da Lanfranco Pezzoli, cittadino sambenedettese resistente nella zona di via Volta, indirizzata anche al primo cittadino Giovanni Gaspari. RivieraOggi.it cercherà di organizzare nelle prossime ore una diretta video con l’assessore Sestri o, se lo vorrà, lo stesso sindaco, per rispondere alle molte domande e quesiti che anche su queste pagne continuano ad emergere su questa inquietante ricorrenza.

Gent.mo signor Sindaco,

appena sono venuto a conoscenza dell’allerta meteo della Protezione Civile Marche ho, io stesso, mandato nella giornata di lunedì 05/03/12, una mail all’Urp ed alla Polizia Municipale, pregandoli di sollecitare l’ufficio addetto di provvedere ad assicurare il corretto funzionamento dell’impianto di raccolta e pompaggio delle acque piovane di via Trento angolo via Voltattorni/via Tibullo.

Mi creda, il sito internet della Protezione Civile delle Marche è, da diversi anni, la home page del mio browser. C’è bisogno d’aggiungere altro per manifestarle il mio stato d’animo?

Dovevate provvedere in via preventiva non ora, 23 circa, (con un’autobotte?!).

Ho sentito delle grida provenire dalla strada, mi sono affacciato alla finestra, mai mi sarei aspettato di trovare il ponte ferroviario di via Voltattorni ancora allagato. La pioggia non mi sembrava in grado di provocare, di nuovo, allagamenti.

Io (ma non solo mi prendo la licenza d’affermare) a volte mi sento un suddito, non un cittadino. Sembrerebbe, ci sia poco o affatto riguardo per chi patisce, ogni volta, da molti anni, allagamenti, conseguenti danni e disagi. Voi politici dovete risolvere i problemi dei cittadini che vi hanno dato fiducia eleggendovi.

Quello degli allagamenti è un problema che va risolto, in modo definitivo, senz’altra esitazione alcuna e con la determinazione che merita, neanche un poco di meno. Sebbene mi sia convinto da tempo che “…quando un cittadino si scontra con la Pubblica Amministrazione, quest’ultima tende a prevalere…” (Linus-Peanuts), io non dispero.

Se i lavori appaltati, come sembrerebbe, non sono stati svolti a regola d’arte, le ditte esecutrici, a mio modestissimo parere, andrebbero invitate con sollecitudine a sistemare a loro spese le opere, prima della prossima stagione estiva. Altrimenti vanno citate in giudizio per il ristoro dei danni.

Desidererei, poi, sapere, se mi è concesso, qual è la condizione dell’impianto di raccolta e smaltimento delle acque piovane situato in via Trento angolo via Voltattorni/via Tibullo. E’ funzionante? Se non lo è, quali sono i motivi? Si dice che manchi il collaudo. E’ vero? Se corrisponde al vero, premetto non conosco le dinamiche della cosa pubblica, a me sembrerebbe non un’attenuante, bensì un’aggravante.

E’ intollerabile che per un livello di precipitazioni relativamente modesto, come quello di questa sera, la città sia ancora in ginocchio a quanto pare!

Io, personalmente, ricevo solo disagi da questi allagamenti, però mi metto nei panni dei negozianti dei quartieri allagati ed immagino, senza sforzo alcuno, i serissimi problemi in cui, ogni volta, incorrono. Ho notizia di un negoziante del mio quartiere che, sembrerebbe, abbia posto in vendita la sua attività, (anche?) per lo stress che ogni volta patisce in occasione di questi eventi.

Sarebbe, poi, d’accordo, signor sindaco, d’indire una pubblica assemblea in ogni quartiere allo scopo d’illustrare quali sono i problemi, le possibili soluzioni… dicendo chiaramente cosa dobbiamo aspettarci per gli anni a venire? Io credo sia meglio per tutti sapere che al problema non c’è una concreta soluzione, per mancanza di risorse finanziarie, per problemi strutturali, per le mutate condizioni climatiche, per la particolare morfologia del territorio… piuttosto che illuderci, ogni volta, che una nuova opera risolverà il problema.

La notte tra il 20 e 21 febbraio è stata per me (ma non solo le assicuro) insonne. Il 21 febbraio alle 7 ero in strada. Impossibile raggiungere a quell’ora l’automobile; sono tornato in casa. Dalle 15 circa ero intento a tirar via l’acqua dal mio garage, dal sottoscala del condominio e da un locale seminterrato. Sono tornato a casa sfinito alle 00,50 del 22 febbraio senza interruzione alcuna, senza cena, mi sono fatto una doccia e mi sono messo a letto.

L’unica cosa positiva di questi eventi è di ritrovare un poco dello spirito di solidarietà e della volontà di darsi, reciprocamente, una mano, perso da qualche tempo. Purtroppo.

Io amo San Benedetto e la voglio sempre più bella ed accogliente… ma prima ancora la voglio efficiente.
Io ne sono certo, non temo smentita, se lei riuscirà a risolvere il problema degli allagamenti meriterà, ancor più, la stima, il sentito ringraziamento e l’affettuoso ricordo di gran parte della cittadinanza a lungo.
Grazie in anticipo per l’attenzione che, sono certo, mi presterà.

Lanfranco Pezzoli

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