GROTTAMMARE – Molto atteso l’appuntamento della Stagione di Prosa 2012 con Ascanio Celestini. L’attore ha portato sul palcoscenico del Teatro delle Energie , una produzione realizzata da Fabbrica, in collaborazione con Teatro Stabile dell’Umbria,”Pro patria”

Un avvincente e favolistico monologo di cento minuti scritto dall’autore romano. Un detenuto “affacciato alla finestra della storia” sta scrivendo e provando in cella il suo discorso.

Ascanio Celestini parla in prima persona ed è da solo su un praticabile di due metri per due. Un fondale con alcune immagini, ritagli di giornali e manifesti di uno spettacolo; un palco di metallo che è anche un piccolo prato artificiale sul quale va in scena la prova per il discorso.

“I morti e gli ergastolani hanno una cosa in comune, non temono i processi. I morti perché non possono finire in galera. Gli ergastolani perché dalla galera non escono più.”: queste le prime parole del discorso importante, sulla propria controvertigine, nel quale il protagonista narratore cerca di rimettere insieme i pezzi di una formazione politica avvenuta in cella attraverso i pochi libri che l’istituzione carceraria gli permette di consultare.

 Suo interlocutore è Giuseppe Mazzini. Un Mazzini silenzioso e sconfitto dagli eventi di quella grande avventura, subito sopita, che fu la Repubblica Romana del 3 luglio 1849. Sono evocati poi altri personaggi che abitano la prigione insieme a loro: un secondino detto “l’intoccabile”, padrone concreto della vita del carcere, e un immigrato africano che dorme cinque minuti ogni ora.

Celestini, dal punto di vista dal carcere – il vero “cuore dello Stato”! – riannoda i grandi eventi storici e offre al pubblico la sua originale autobiografia della Repubblica Italiana dando voce a un canto popolare, pieno di accenti poetici e profonde di riflessioni sulle grandi contraddizioni e sui nodi fondamentali dei mancati “Risorgimenti” del nostro paese.

Ad accompagnare l’intensa narrazione due sole musiche: un brano surf e una variazione di Chopin su un’aria di Bellini. Un lavoro accorato, pieno di fascino e applauditissimo.


 

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