Tirreno-Adriatico. Il contributo comunale per la classica ciclistica di primavera, ormai giunta alla 47a edizione, è di circa 80 mila euro. Una cifra che non ha riscontri economici concreti (Alberghi e ristoranti a parte) ma tiene conto esclusivamente della promozione alla città, quindi di un ritorno come immagine. Che c’è sicuramente ma l’esborso in euro non è, secondo me, corrispondente ai benefici. La cifra è troppo alta e lo dimostra un particolare: la città di partenza che era Roma nelle prime edizioni è poi cambiata spesso pur avendo, naturalmente, come riferimento la costa tirrenica. Ogni anno è praticamente diversa, l’arrivo no. Dopo la prima volta a Pescara quando non si chiamava ancor così ma la “Tre giorni del sud”, l’epilogo della corsa è sempre stato San Benedetto del Tronto. Che significa? Semplicemente, a mio parere, che per aver l’arrivo e la partenza sempre nello stesso luogo occorre sborsare una cifra superiore. Ci sarà quindi un motivo per cui Roma prima e le altre località poi non hanno ritenuto conveniente pagare così tanto. Hanno preferito rinunciarvi. A questo punto, quindi, fossi nella giunta Gaspari, farei questa proposta al comitato organizzatore: vi diamo 100 mila euro ma chiamatela Tirreno-San Benedetto del Tronto visto che arriva sempre sullo stesso lungomare. Allora sì che il ritorno mediatico sarebbe proporzionale alla cifra pubblica versata.

Un fatto che nel tempo ha dato luogo a due curiosità tutte legate a San Benedetto del Tronto e la città ligure di Sanremo. Pochi sanno che il primo festival della canzone italiana (si chiamava così) si è svolto nella nostra città nel 1932. L’edizione non ebbe un successo immediato ma venne rilanciata nel 1951 con il nome Festival della canzone italiana di Sanremo e ancora esiste. Con l’unica variante che la sua denominazione è poi diventata semplicemente Festival di Sanremo. Significa che gli amministratori pubblici sanremesi hanno avuto naso e magari, inizialmente, non hanno badato a spese pur di far inserire il nome della città nella dicitura ufficiale. Lo dimostra ulteriormente la corsa ciclistica in linea più famosa del mondo, la Milano-Sanremo. Anche lì probabilmente i rappresentanti politici della città, si “impuntarono” affinchè la corsa non si chiamasse Lombardia-Liguria oppure Milano.Liguria. Un parallelo veramente strano tra la città dei fiori e quella delle palme.

Colgo l’occasione per ricordare che nell’anno 1966, quando nacque la Tirreno-Adriatico, mio fratello Pino era consigliere dell’allora Azienda di Soggiorno e fu tra i pochi a contestare l’iniziativa. Pretendeva termini più gratificanti per la nostra città come poteva essere il nome della corsa. Sui verbali è facile verificare quanto ho appena scritto.

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