Dal n.904 di Riviera Oggi.

Tante idee e qualche mea culpa. E’ un Paolo Canducci a tutto tondo quello che risponde alle domande di Riviera Oggi. Dall’urbanistica all’ambiente, suoi assessorati di riferimento, passando per la bollente questione della centrale di stoccaggio. “La politica è responsabile, si è fatta sfuggire la situazione di mano”, afferma in merito alle polemiche sulla Gas Plus. “L’amministrazione comunale conosceva il progetto dal 2007, anno in cui il ministro Pecoraro Scanio mi informò. Ne parlai in giunta, tuttavia non esisteva alcuna comunicazione o documento ufficiale. Quindi decidemmo di tenere il caso sotto controllo”.

Dov’è  dunque che avete sbagliato?
“L’iter di coinvolgimento cominciò nel settembre 2010. Da lì l’errore, in assoluta buona fede, di non coinvolgere immediatamente la città. Volevamo evitare il panico per qualcosa che non si conosceva bene. Sbagliammo. Successivamente si entrò in campagna elettorale e l’argomento si usò per la demonizzazione dell’avversario”.

Che dice invece della proroga per presentare delle osservazioni, arrivata all’ultimo giorno utile?
“Il percorso è stato seguito dai tecnici. La politica non era al corrente delle scadenze in atto. Appena abbiamo saputo, abbiamo provveduto. Qualcuno ha voluto attaccare il sindaco e il Pd. Io penso al contrario che l’amministrazione si sia comportata al meglio: il dirigente si era dichiarato incompetente e noi, seguendo la legge, abbiamo chiesto un approfondimento a degli esperti e si è atteso l’esito. Tutta la maggioranza era d’accordo, Verdi compresi”.

Perchè allora la partecipazione alla fiaccolata?
“La fiaccolata è stata strumentalizzata nel significato. Chiunque avrebbe potuto parteciparvi; l’intento era quello di dimostrare tutta la nostra vicinanza alle preoccupazioni dei residenti”.

Cambiando argomento, a che punto è il nuovo Piano Regolatore?
“Il Prg è una priorità di questa amministrazione; molto è già stato fatto nei cinque anni precedenti: è stato approvato lo schema direttore, che ha tenuto conto anche delle analisi effettuate dall’amministrazione Martinelli, il Progetto Casa Comunale, che permette di intervenire su aree degradate della città, il Piano del Porto, il Piano di San Pio X. Dobbiamo proseguire questo lavoro e allo stesso tempo risolvere delle emergenze”.

Del tipo?
“Ballarin, sotto-stazione, zona Brancadoro ed altro ancora”.

Sbaglio o erano i punti presenti nella Mega Variante?
“Certo, con l’annullamento della Mega Variante non abbiamo in ogni caso annullato i problemi. Per realizzarli dovremo comunque avviare dei colloqui con i privati”.

A proposito di zona Brancadoro, che idea si è fatto della bozza progettuale avanzata dalla Sambenedettese?
“Verde e impianti sportivi: quell’area dovrebbe avere questa destinazione, pertanto mi andrebbe bene. Ma stiamo discutendo senza l’oste, per il semplice motivo che né la Samb, né il Comune è proprietario di quel terreno. Il limite di quel progetto è solamente questo”.

Riguardo a Luigina Zazio, quanto è costata al Comune la sua consulenza?
“Le cifre precise non le so. Il costo c’è stato, dato che non era una dipendente. Il suo ufficio ha svolto un grande lavoro, che molti Comuni delle Marche ci invidiano. Dai sopra citati piani del Porto e di San Pio X, fino ad altri interventi. Gli organismi competenti diranno se è stata una consulenza legittima o meno. Per quel che riguarda gli elettori, loro si sono già espressi”.

Si parla spesso di Piano Regolatore partecipato: tuttavia al cittadino medio risulta persino difficile capire se questo Piano Regolatore è in corso di realizzazione.
“Pure qui serve un maggiore sforzo di comunicazione. L’abbiamo fatto nell’ambito del Bilancio, adesso va fatto sulla programmazione urbanistica. I cittadini devono partecipare alla scelte che incidono sulla vivibilità e sui grandi progetti, trai quali la viabilità”.
L’indice di impermeabilizzazione dell’area urbana di San Benedetto è altissimo. Ciò provoca frequenti allagamenti e problemi gestionali. Qual è il suo parere?
“Alcune zone della città sono sotto il livello del mare e le linee fognarie non sono separate dalle acque bianche. Assieme alla Ciip stiamo cercando di risolvere i disagi. Per il futuro però dovremo per forza tenere conto dei mutamenti climatici. Non si può più pensare solo al presente e a rifare le fogne. Serve una programmazione che tenga conto di questi aspetti. Occorre programmare un avvenire ad impatto zero, come scritto negli obiettivi di mandato. Tutto il nuovo dovrà essere sostenibile e compatibile con l’esistente. Tra gli interventi possibili grande importanza avrà un Piano del Verde che tratterà anche di riforestazione urbana”.

Vicenda Sentina: Rocchetti al posto di D’Angelo. Non trova che sia l’ennesimo messaggio negativo della politica?
“I Verdi non ritengono che la Sentina sia di loro proprietà. Sulle nomine, ragioniamo come cinque anni fa. Nel 2006, D’Angelo era già uscito dal nostro partito, noi lo promuovemmo ugualmente e Gaspari lo ritenne il più indicato. Dopo cinque anni siamo tutti d’accordo nell’affermare che quella fu una scelta giusta. Il sindaco la farà anche oggi. Difendo il suo potere e la sua libertà di decidere di nominare chi ritiene più opportuno. Non sbagliò ieri, non sbaglierà ora”.

Pur non essendo il più votato della sua lista, per due volte consecutive è diventato assessore. Come se lo spiega?
“Sia io che Marinucci abbiamo più che raddoppiato i voti personali; i cittadini hanno premiato il nostro impegno. Se cinque anni fa Gaspari avesse nominato Andrea assessore, io sarei diventato consigliere. Idem nel 2011. Sarei stato eletto ugualmente. Detto questo, la domanda andrebbe posta al primo cittadino. Tra me e Marinucci il rapporto è splendido”.

Come procede la raccolta differenziata dei rifiuti?
“Dal 20% siamo passati al 47% . L’obiettivo ulteriore è il 65. Puntiamo a eliminare i cassonetti”.

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