SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è originata 60 anni fa nella Riserva Sentina, presso la casa colonica dell’agricoltore Luigi Marini, una particolare varietà di lattuga con una spiccata colorazione rossastra.

Si tratta probabilmente di una modificazione genetica spontanea ed il colore è dato dalla concentrazione di particolari pigmenti, gli antociani, appartenenti al gruppo dei flavonoidi, con spiccate proprietà antiossidanti. Questi ultimi, oltre ad essere un naturale antidoto contro l’invecchiamento, combattono la fragilità capillare, sono un toccasana del sistema cardiovascolare e proteggono l’organismo dagli agenti cancerogeni.

Sono stati raccolti alcuni esemplari dell’ecotipo di lattuga rossa che sarà caratterizzata e stabilizzata geneticamente presso l’istituto sperimentale per l’orticoltura; i semi inoltre saranno immagazzinati ai fini della conservazione e della successiva valorizzazione, come altre varietà ed ecotipi rari del territorio. Sarà possibile caratterizzare il territorio della Riserva Sentina oltre per l’identificazione geografica ed ambientale anche per le produzioni originali e di qualità.

Il direttore del CRA, Valentino Ferrari, ha poi espresso l’idea di voler coltivare nell’area della Riserva anche altre specie ortive, come il cavolfiore rosso , la bietola rossa, il fagiolo rosso , il pomodoro e la nostra lattuga denominata dal presidente Sandro Rocchetti “rossa Sentina” con un punto vendita a Km 0, denominato “Il Rosso della Sentina” .

Chiaramente tra la Riserva Sentina ed il CRA si cercherà di definire un protocollo di intesa affinchè l’attività possa decollare nel più breve tempo possibile.

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