MARINA DI CARRARA – Umore nero, per il presidente di Itb Italia Giuseppe Ricci, al termine dell’incontro tenuto dall’associazione alla Fiera Balnearia di Marina di Carrara. Anche se voglia di mollare non c’è, rispetto al “mostro” Bolkestein, la direttiva europea che vuole mandare all’asta le concessioni demaniali precedentemente governate dal rinnovo automatico per i concessionari che avevano garantito il rispetto dei requisiti decisi a livello nazionale.

Presenti, insieme a Ricci, imprenditori balneari arrivati da tutta Italia e, come relatori, l’europarlamentare della Lega Nord Claudio Morganti, la senatrice del Partito Democratico Manuela Granaiola, gli avvocati Alberto e Chiara Consani, e altri imprenditori di Toscana e Liguria.

Una fase non facile, dopo i timidi segnali di interesse dell’incontro nazionale del 23 febbraio, coi ministri Gnudi e Moavero Milanese, che non hanno dato ancora segnali e, anzi – in particolare Gnudi – hanno accennato una retromarcia in merito alla deroga richiesta oggi da tutta la categoria e da tutte le regioni italiane.

“La partita della nostra vita è iniziata il 23 febbraio a Roma”, ha detto Ricci, che ha accusato i precedenti governi di lassismo rispetto al problema della Direttiva Bolkestein, “abbiamo investito nel rispetto delle leggi dello Stato, non possiamo restare per strada: chiediamo la deroga alla direttiva, intanto stiamo mettendo in piedi un pool di avvocati che intervengano ai massimi livelli. Non ci fermeremo mai”.

Se la senatrice Granaiola chiede ancora unità alla categoria, in preda a nervosi convulsionismi anche qui a Carrata dopo la prova di parziale unità di Roma e ricorda “che comunque stiamo facendo dei piccoli passi avanti, perché su questo argomento il governo ha deciso di prendere tempo per evitare decisioni affrettate” accennando come “qui in Versilia si mormora che a Briatore stiano brillando gli occhi, all’idea di poter acquistare gli stabilimenti toscani”, Morganti ha alzato la posta: “Sono più i soldi che diamo all’Europa che quelli che riceviamo: e se poi per ringraziamento non riusciamo a difendere le nostre specificità imprenditoriali e vengono a prendersele altri, mi chiedo che cosa restiamo a fare dentro”.

L’avvocato Alberto Consani ha tentato di approfondite il rebus che potrebbe essere rappresentato dalla procedura burocratica della messa all’asta: “Lo Stato vuole guadagnare di più dal demanio, ma non ci si rende conto che così rischia di restare senza nulla in mano. Potrebbero aprirsi migliaia di contenziosi con il subentrante che, di fatto, deve prendere il posto di un’azienda esistente con la quale dovrà accordarsi non solo per l’attivo ma anche per il passivo: non esiste che occupi lo spazio e non debba rispondere dei debiti contratti per l’avviamento dell’azienda preesistente”.

“Qui occorre il massimo dell’impegno, non si può pensare che sempre i soliti possano condurre queste battaglie – ha sbottato in conclusione Ricci – La categoria deve dare una prova di coesione e forza: chiediamo la deroga all’Unione Europea ma non è più ammissibile che gli imprenditori balneari chiedano altre proroghe per iniziare la battaglia finale”.

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