SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Quanto è dura la realtà, voi a Corropoli, noi a Piazza della Libertà“. Questo striscione, esposto sulla curva dei tifosi laziali, potrebbe apparire strano agli amanti del calcio che non seguono l’animata rivalità capitolina.

Cosa c’entra la vicina Corropoli con il derby più sentito d’Italia? La cittadina abruzzese è infatti arcinota ai romani per aver dato i natali a Italo Foschi, il primo presidente della Roma, ma non solo. Facendo alcune rapide ricerche, abbiamo scoperto che Foschi (che tra l’altro è stato lo zio del regista Italo Zingaretti, più noto forse con lo pseudonimo Ike Zingarmann, creatore della coppia comica Bud Spencer e Terence Hill) è stato anche uno dei fondatori della nostra amata Samb.

Sportivo praticante, Foschi approdò al fascismo dopo la prima guerra mondiale, divenendo un gerarca di primo livello. Il calcio fu comunque la sua passione dominante e partecipò alla fondazione sia della Sambenedettese (1923, per fusione di altre tre squadre) sia della Società Sportiva Giuliese, la prima società calcistica di Giulianova (1924).

Nel 1923 divenne federale dell’Urbe e nella capitale si dedicò soprattutto alla riorganizzazione e allo sviluppo delle attività sportive istituendo l’Ispettorato Sportivo della Federazione dell’Urbe. Continuò a occuparsi assiduamente del calcio contribuendo, come rappresentante del CONI, all’elaborazione della Carta di Viareggio.

Pubblicato il 2 agosto 1926, il documento ridisegnò l’intera organizzazione calcistica ristrutturando la FIGC e il campionato (riunione delle due leghe, Nord e Sud, in un’unica Divisione Nazionale), introducendo il professionismo, il calciomercato e il blocco degli stranieri (dando così origine al fenomeno degli oriundi). La ristrutturazione voluta dalla Carta di Viareggio contribuì ulteriormente all’altro fenomeno, già avviato con l’avvento del fascismo, delle fusioni societarie per poter allestire squadre in grado di competere a livello nazionale (come avvenne a Napoli, Firenze, Bari, Taranto, Genova).

A Roma, l’onorevole Foschi, divenne presidente della Società Fascista Fortitudo Pro Roma e nella primavera del 1927, forte dell’esperienza che aveva maturato a San Benedetto avviò con l’Alba Audace dell’onorevole Ulisse Igliori e con il Roman Football Club dell’avvocato Vittorio Scialoja le trattative per la fusione delle tre squadre capitoline minori. Da quell’unione sarebbe poi nata la Roma, di cui venne nominato primo presidente.

Dopo la liberazione fu condannato per aver servito la Repubblica Sociale Italiana e morì qualche anno più tardi, colpito da infarto dopo aver saputo che la sua Roma, stava perdendo 2-0 contro la Sampdoria.

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