SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una storia, quella di Abdul Jeelani, nato Gary Cole, un ex giocatore di basket. La sua biografia verrà presentata il 3 marzo all’auditorium comunale di San Benedetto alle 17:30.

Presente anche il campione che dopo aver esordito in Italia con la maglia della Lazio Basket, giocò due anni in Nba (National Basketball Association), prima con i Portland Trail Blazers e poi con i Dallas Mavericks.

Negli anni ’80 era considerato una divinità della pallacanestro mondiale. Poi la conversione all’Islam per “gestire il successo”, due matrimoni falliti, tre operazioni per un tumore e il licenziamento.

In poco tempo finì come senzatetto, dimenticato da tutti per diversi anni. O almeno Jeelani l’avrà pensato fino al 2011 quando il presidente della Lazio Basket, Simone Santi lo riporta in Italia.

Un nuovo inizio, allora, un capitolo da aggiungere a quella favola che sembrava terminata, una possibilità per un lieto fine. Un lieto fine che non riguarderà solo il campione ma tanti bambini dell’orfanotrofio di Maputo in Monzambico e altrettanti in Italia.

Jeelani è stato infatti coinvolto nel Progetto Colors che utilizza la pallacanestro come strumento per scardinare le devianze giovanili.

Oltre il campione ci sarà l’autore del libro “Abdul Jeelani. Ritorno a colori”, lo stesso Simone Santi che l’ha riportato in Italia. L’incontro sarà moderato dal giornalista Benedetto Mariangeli.

 

 

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