SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lo scorso 5 gennaio 2012 un cittadino sambenedettese sporgeva denuncia presso il Commissariato di Polizia, nei confronti di due donne, presumibilmente, di etnia rom. L’uomo, alle ore 11 circa, era insieme a suo cugino e doveva recarsi per motivi di lavoro presso lo chalet Medusa, quindi parcheggiava e chiudeva a chiave il suo autocarro, in viale Trieste dinanzi all’agenzia turistica Marintur, e a piedi raggiungeva lo chalet.

Dopo alcuni minuti, il denunciante e suo cugino, tornavano al furgone e notavano che davanti al mezzo vi era parcheggiata una autovettura Ford Ka di colore rosso bordeaux con il motore acceso e una donna al posto di guida.

Nel frangente in cui si avvicinava al furgone, udiva pronunciare dalla donna seduta all’interno della Ford Ka, una frase incomprensibile, probabilmente pronunciata in lingua rom, con la quale presumibilmente la stessa, richiamava l’attenzione di una seconda persona. Infatti dalla parte anteriore del furgone sbucava una seconda donna che con tutta tranquillità si dirigeva verso l’autovettura e saliva all’interno.

Nello stesso frangente, notava che l’oblò del finestrino lato guida del furgone era stato infranto, pertanto resosi immediatamente conto della situazione, si parava dinanzi all’autovettura, che nel frattempo stava ripartendo, al fine di chiedere spiegazione alle due donne. Queste inizialmente si fermavano, ma poi ripartivano improvvisamente tentando di investirlo.

L’uomo riusciva a schivare l’autovettura ma lo specchietto esterno lato guida dell’auto si agganciava  alla fibbia dello zaino che indossava procurandogli un forte dolore alla spalla e la conseguente rottura dello specchietto.

A seguito delle lesioni subite si vedeva costretto a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso, ove il sanitario di turno gli diagnosticava un “Trauma distrattivo spalla destra” con una prognosi di 8 giorni.

Dalle successive indagini e dagli accertamenti esperiti da personale del Commissariato si riusciva ad addivenire all’identificazione delle due donne ed alla loro successiva denuncia in Procura della Repubblica di Ascoli Piceno per lesioni aggravate e tentata rapina impropria.

In data 27 febbraio il Gip di Ascoli Piceno  Carlo Calvaresi, su richiesta del P.M. Umberto Monti che coordinava le indagini emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere per Pasqualina Spinelli residente a Giulianova e Giuseppina Di Rocco residente a Mosciano Sant’Angelo eseguita dagli agenti del Commissariato. Le due si trovano ora rinchiuse nel carcere di Castrogno .

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