SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sentinaccia. Si complica da subito l’avventura del nuovo presidente del Comitato di indirizzo della Riserva naturale della Sentina Sandro Rocchetti, che è stato messo sonoramente in minoranza dagli altri rappresentanti nella riunione di martedì 28 febbraio. L’assessore all’Ambiente di Ascoli, Claudio Sesto Travanti, l’assessore all’Ambiente provinciale Andrea Maria Antonini, il delegato per la Regione Marche Luciano Marucci hanno avuto una contrapposizione frontale con Rocchetti, supportato solo da Giuseppe Marcucci, nominato dal Comune di San Benedetto.

Il motivo? L’ampliamento dell‘area del depuratore di San Benedetto come richiesto dal Ciip (per produrre biogas), ma, secondo i tre oppositori (almeno in questa fase) senza le necessarie giustificazioni tecniche, non presentate, nè senza i necessari accordi politici. “Sono abituato ad approvare delibere che abbiano avuto approvazione dai tecnici, ma non ho trovato neanche un documento allegato che giustificasse una decisione del genere” spiega Travanti. Una responsabilità troppo grande “che può sconfinare nel penale”, continua.

“Occorre far decantare un poco la situazione – spiega da parte sua Rocchetti – In questo momento la soluzione sembra impossibile. Perché muro contro muro? Volevano il rinvio del voto su quel punto, ma io non potevo accodarmi a questa scelta, appena arrivato. Capisco D’Angelo, ma dovrebbe dire la verità, e cioè che biogas già se ne produce per il funzionamento dell’impianto”. Però dopo i ‘siluri’ della Lipu e di Legambiente San Benedetto, trova parole durissime anche da Legambiente Ascoli. Bel guazzabuglio per il neo-presidente di una riserva naturale che si ritrova tutti gli ambientalisti contro.

Ma ecco come è andata, sempre secondo Travanti: “Dovevamo approvare il verbale della seduta precedente, dove al punto quattro vi erano le dichiarazioni di D’Angelo circa la “modifica tavola 1 articolazione spaziale del Piano adottato in adeguamento dell’impianto di depurazione“. Noi però, nel frattempo ci siamo documentati e la delibera del Ciip era vuota, senza dati tecnici che rendano chiari gli interessi pubblici per l’intervento, che insomma ci tolgano il peso di una scelta del genere”.

“Per cui – continua – abbiamo chiesto il rinvio della riunione in attesa che arrivassero maggiori informazioni. Vi è stata una risposta di Rocchetti sull’interpretazione di questo rinvio, poi si è andati ai voti, anche se era chiara la posizione di tutti, e Rocchetti ha votato contro noi tre mentre Marcucci si è astenuto. A questo punto però, nonostante la richiesta di rinvio, Rocchetti ha voluto ad ogni costo forzare, chiedendo la votazione sul punto, e così abbiamo abbandonato la riunione facendo mancare il numero legale“.

“E dire – continua Travanti – che in tutti questi anni con D’Angelo le scelte sono state sempre collegiali. Mi dispiace di quanto accaduto ma è chiaro che Rocchetti è influenzato fortemente dalle figure del sindaco Gaspari e del consigliere regionale Perazzoli, anche se lui nega. D’Angelo, anche se non è della mia parte politica, è stato un ottimo presidente della Sentina e ha dato lustro alla Riserva. Anche l’architetto Sinatra, presente, anche se rappresentante del Comune di San Benedetto, ha confermato che i dati richiesti al Ciip non sono pervenuti”.

“Non posso approvare una cosa del genere senza sapere se il territorio ne beneficia o meno, a partire anche dai 50 mila ascolani che rappresento. Purtroppo siamo partiti male e un clima così distruttivo è pericoloso. Io sono sempre una persona disponibile e di buon senso, ma se si andasse avanti con il muro contro muro sarebbe cosa cattiva per Rocchetti. Ho spiegato tutto anche all’assessore Canducci, quando mi ha chiamato: senza dati tecnici o pareri su carta della Conferenza dei sindaci, qui non si fa nulla” chiude Travanti.

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