Intervista di Massimo Falcioni. Riprese e montaggio di Maria Jose Fernandez Moreno. Per guardare il video cliccare in basso a destra.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Eletto miglior politico sambenedettese dai commentatori del nostro giornale proprio nell’anno più nero per Popolo della Libertà, sia su scala locale che nazionale. “Per me è una soddisfazione e un grande onore”, dichiara sorridente Luca Vignoli. “Sono un appassionato di Riviera Oggi, vi consulto più volte al giorno e il livello dei commenti è piuttosto elevato”.

Che anno è stato il 2011?
“Per il centrodestra l’anno è stato molto negativo. Il congresso provinciale dovrebbe essere occasione di dialogo e confronto. Mi auguro sia così, ma le premesse non sono il massimo”.

A tal proposito, i candidati che verranno presentati sabato saranno due. Lei aveva auspicato una discussione che portasse ad un’unica mozione; così non è stato.
“La mozione unica sarebbe stata gradita. Nel Pdl c’è un deficit di partecipazione. Il congresso non penso riuscirà a colmarlo. E’ stato addirittura convocato con un preavviso di 48 ore, con un dibattito preventivo ridotto. Auspico che in futuro si possa migliorare la situazione. Formentini rivendica cose condivisibili, sono d’accordo con lui”.

Il favorito per quella poltrona rimane tuttavia Andrea Assenti.
“Assolutamente. La sfida si preannuncia impari. Io ammiro l’intenzione di Formentini di sfidare il potere costituito del partito”.

Nel caso vincesse Assenti, si ritroverebbe contemporaneamente a ricoprire gli incarichi di consigliere comunale, consigliere provinciale, coordinatore provinciale e pure coordinatore comunale, visto che un ipotetico congresso a San Benedetto non si svolgerebbe prima dell’autunno. I ribelli del Pdl forse non hanno tutti i torni, non crede?
“Sì. Non è un discorso personale su Assenti, però chi ricopre tanti ruoli deve avere del tempo a disposizione per dedicarsi a questi. C’è poi un discorso di partecipazione che in questo modo risulta assente. Se quattro posti anziché quattro persone li ricopre solo una è ovvio che il movimento ne risenta”.

A maggio si voterà ad Acquaviva e Ripatransone, ma il Pdl non sembra dare troppo importanza a questa tornata elettorale. Sbaglio?
“Il centrodestra punta sicuramente a vincere. Ad Acquaviva abbiamo un’amministrazione uscente, guidata da Tarcisio Infriccioli e ritengo che ci siano le possibilità di restare in carica; a Ripa è sinceramente più difficile. D’Erasmo cinque anni fa vinse con il 90% dei consensi”.

Cambiando argomento, usciamo da una settimana di polemiche legate agli allagamenti. Un problema che purtroppo si ripete puntualmente da anni. Possiamo ancora definirci città “regina del turismo” se ad ogni minima precipitazione finiamo sott’acqua?
“Una riflessione va fatta. Che San Benedetto sia regina del turismo lo dicono le presenze. Siamo una bellissima città. Non mi piacciono le polemiche a caldo, ma è anche vero che questa emergenza va affrontata. A volte sono i semplici interventi di manutenzione a mancare”.

Caso Sentina. Al di là della querelle sui contenuti, non ritiene che le parole di Gaspari rivolte a D’Angelo (“ti scelsi come Presidente della Riserva perchè eri dei Verdi, non per i meriti”) equivalgano ad una sconfitta della politica?
“Dispiace ascoltare certe frasi. A prescindere dagli equilibri politici che condizionano le scelte, sarebbe bello se le persone venissero selezionate in quanto di partito, ma allo stesso tempo brave. D’Angelo lo era. Se mettiamo davanti solo il colore politico si buttano soldi pubblici. Chi spende soldi della comunità deve farlo con rigore e buon senso”.

Quindi, se le elezioni le aveste vinte voi? Come vi sareste comportati?
“Se avesse vinto Gabrielli? Gabrielli purtroppo non ha vinto!”.

Che voto dà a Gaspari dopo dieci mesi?
“Non è giudicabile. Il voto è basso per la precedente legislatura, caratterizzata da tanti annunci e nulla di realizzato. Per la seconda non posso esprimermi. Sarebbe scorretto dare un voto negativo. Spero da cittadino che il Gaspari bis sia più efficace del primo quinquennio.

L’ultima domanda è un gioco: Calvaresi-Piunti-Gaspari. Chi non butta dalla torre?
“Salvo Piunti. E’ del mio partito”.

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