Mare d’inverno, qui non viene mai nessuno a farti compagnia (cit.).

Ma l’inverno sta finendo e passeggio sulla riva compatta.
Scarico una testa compressa da mesi di bit incessanti.
Il sole scalda il volto, il vento gela.
Sabbia compatta, romantico risciacquare delle onde. Resti di mareggiate, i soliti: legna arrivate chissà da dove, frantumate; qualche chela di granchio; qualche alga putrefatta.
Cammino.
Qualcuno cammina, quasi tutti in senso contrario al mio, sembra.
Ci sono gabbiani che nel vuoto invernale della spiaggia zampettano, volano, nuotano.
Una beatitudine.
Pochissime le impronte, cerco di immaginare le scarpe e poi le persone che sono passate qui.
Qualche cane, anche.
Poi incontro un amico in uno chalet, mi siedo, parlo un po’. Della fine dell’inverno, di questo sole che ci scalda finalmente.
Torno a casa, penso che il paradiso non può essere troppo diverso.
Scatto delle foto, non dovrei credo, ma voglio immagini da condividere con chi mi leggerà.
Non ci sono odori, che io possa trasmettere.
Chiudete gli occhi e pensateci, saranno puri come solo un ricordo può essere.

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