Basta. Prendo spunto dal libro di Paolo Bracalini “Partiti Spa, ecco come funziona il meccanismo dei rimborsi elettorali” per fare alcune riflessioni in modo franco e senza ipocrisia. Prima però, per farvi capire meglio, riporto alcuni tratti di un articolo che potete trovare in rete.

Nel libro di Paolo Bracalini edito da Ponte alle Grazie tutte le cifre per raccontare di holding di fatto dalle cui mani passano “500 milioni di euro […] per ogni legislatura, tra Camera e Senato, 200 milioni per le regionali, 230 per le europee. Più i 70 milioni di euro annui destinati ai gruppi parlamentari e gli altri milioni investiti per i giornali di partito (senza parlare delle donazioni dei privati, 80 milioni di euro l’anno in media). In Gran Bretagna, i partiti che ricevono finanziamenti pubblici (10 milioni di sterline nel 2010, pari 12 milioni di euro più o meno) sono solo quelli di opposizione, svantaggiati nel raggranellare sostegno economico da lobby e gruppi industriali. In Germania invece non c’è privacy che tenga per le fondazioni: i “think tank” teutonici sono tenuti alla massima trasparenza. Invece in Italia – il Paese in cui in un paio d’anni, secondo la Corte dei Conti e la Guardia di finanza, la corruzione è aumentata del 229% –  i “pensatoi” della politica, a destra come a sinistra, non sono “obbligati a tenere una contabilità ufficiale delle erogazioni”.

Denaro che riguarda i grandi partiti, ma anche i piccoli, come il Partito dei Pensionati (885 mila euro di rimborso), i Verdi-Verdi (contro cui il partito dei Verdi “vero” si scagliò via Tar, 300 mila), l’Alleanza di Centro di Pionati più la rediviva, per quanto assai lontana dal suo passato di balena bianca, Democrazia Cristiana (550 mila). E denaro che non basterebbe mai, dato che i bilanci delle formazioni politiche virano sempre al rosso (Pdl meno 6 milioni di euro e Pd addirittura meno 42 milioni).

Il risultato del referendum del 1993, che sancì l’abrogazione del contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici (82 miliardi di lire all’anno a partire dal 1974, con la cosiddetta legge Piccoli, da Flaminio, allora capogruppo Dc che ne fu relatore), è diventato subito carta straccia e qualche numero lo testimonierebbe. Scrive infatti l’autore che dal 1994, quando venne introdotta la legge sul rimborso elettorale, a oggi l’ammontare del denaro erogato sotto questa voce ha raggiunto quota 2 miliardi e 700 milioni di euro, 600 dei quali dal 2008 sono andati solo per Pdl e Pd. E si tratta di un importo al netto delle elezioni “minori”, come quelle supplettive o delle regioni a statuto speciale.”

Credo che sia più che sufficiente per imbestialirsi. Ancor più quando, oltre a rubarci tanto denaro pubblico, spesso e volentieri i politici di mestiere (quasi tutti, e che mestiere!) sono arroganti e credono di capire di più, soltanto perché sono stati eletti. Dimenticandosi come e perché sono stati eletti. E’ il male dei mali perché non c’è cosa peggiore di chi perde la conoscenza di sé stesso. Riferimento, non assolutamente casuale, a rappresentanti poltici locali e nazionali. Mi fermo qui con gli “insulti” perché il problema è trito e ritrito, il motivo del mio disappunto è un altro.

Questo: perché la gran parte del popolo italiano, quello che percepisce dai 1500 euro mesili in giù, deve accettare supinamente questo stato di cose? Visto che di libri sulla casta ne sono usciti tanti e sono stati… soltanto letti. Non sono in pratica serviti a nulla. Stessa cosa per quello appena citato di Bracalini che va comunque lodato anche lui per aver reso più pubblico un problema evanescente alla gran parte degli italiani. Ora lo è un po’ meno ma non basta lo stesso.

Ho capito però che la soluzione sta per arrivare ma “il come avverrà” offende ancora di più il mio essere italiano: visto che non accadrà nulla in Italia perché, chi dovrebbe eliminare il ladrocinio, sono gli stessi che ne usufruiscono. Accadrà, invece, entro il 2014 ma per mani dell’Europa comunitaria (dalla quale qualche politicante  vuole scappare forse per motivi come questo o  simili) che ha preteso l’allineamento della nostra penisola con tutte le altre nazioni facenti parte della Cee. Non so a voi ma a me questa cosa mi fa vergognare fino a farmi rimpiangere di non essere tedesco, inglese o non so cosa. Eppure il mio spirito è italianissimo.

L’unico pericolo da scongiurare è che, prima dell’Europa, arrivi qualcosa altro. E’ quindi importante comunicare che qualcosa si sta muovendo e credo che Monti (che alla mia famiglia ha tolto 30 mila euro per i prossimi tre anni!) possa esserne l’artefice principale. Ho fiducia in lui e spero di non sbagliarmi. L’altro aspetto da comunicare semrpe con più frequenza (anche se sembra un controsenso) è l’ineleggibità di coloro che l’Italia gliela hanno messa tra le mani. Motivo per cui mi aspetto che l’attuale Primo Ministro, raggiunto lo scopo, faccia a Berlusconi, Bersani, Casini e compagnia bella un bel “tò” con il braccio piegato, alla Totò.

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