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Qui gli articoli precedenti sul summit MMT

RIMINI – Modern Money Theory, atto primo. Un evento ricco di informazioni e notizie, osservato con religiosa attenzione dai 1500 cittadini giunti fino al 105 Stadium di Rimini per ascoltare il “verbo” degli economisti di scuola keynesiana nordamericani e del francese Alain Parguez (il più ‘politico’ e radicale nelle conclusioni) convocati dal giornalista “eretico” Paolo Barnard. Una curiosità: durante l’intera giornata neanche uno squillo di telefonino ha interrotto il summit: non succede più né in chiesa né a teatro.

Temi, quelli del summit, che approfondiremo nei prossimi giorni, per dar conto di un evento tanto irrituale quanto totalmente taciuto da tutta la stampa nazionale: un brutto segnale riguardo il dovere di aiutare la circolazione delle idee – compito basilare della stampa – sagge o strampalate che le si ritenga (solo Rampini di Repubblica qualche giorno fa ha parlato della MMT, stando attento però a non citare l’iniziativa di Barnard e il summit riminese: un po’ di coraggio ma mal temperato).

Ricostruzioni storiche, Trattati europei “costituzionali” sconosciuti ai cittadini, finanziarizzazione del vecchio capitalismo industriale, vittima anch’esso del dispotismo predatorio dei grandi gruppi d’investimento finanziario. Ma soprattutto alla fine il nodo diventa quello: euro sì, euro no, default guidato o puntare sulla costituzione di un debito europeo? Argomento che verrà trattato con una sezione speciale nel pomeriggio di domenica, anche se negli spazi aperti alle domande dei presenti si è continuamente tornati su questo aspetto e il tema cardine (ne parleremo) è il ritorno alla sovranità monetaria.

Intanto vi proponiamo in video un documento molto interessante, consistente nelle dichiarazioni di Nino Galloni, ex funzionario e anche dirigente di vari ministeri economici italiani, sia al tempo di Andreatta (ovvero del “divorzio” tra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia nel 1981, attraverso il quale la seconda veniva esentata dalla necessità di garantire l’acquisto dei titoli pubblici nelle aste) e quindi richiamato, dopo la rottura con Andreatta e le sue previsioni avverate circa gli effetti sul debito pubblico, da Cirino Pomicino nell’ultimo governo Andreotti.

Consigliamo di vedere il video (circa 12 minuti), nei quali Galloni parla di due telefonate che cambiarono il corso delle scelte economiche italiane: una dell’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl ad Andreotti per evitare che l’Italia ponesse delle condizioni verso il processo di unificazione monetaria (1990 circa), una (inizio anni ’80) dell’allora presidente della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi al segretario nazionale del Partito Comunista Enrico Berlinguer con – secondo Galloni – una potenziale ritorsione su alcuni esponenti del Pci in caso di accordo sulle politiche monetarie con la Democrazia Cristiana.

Telefonate che, se confermate, getterebbero un’ombra forse indigeribile sui due uomini considerati padri nobili di questa Europa adesso tanto irriconoscibile rispetto al sogno iniziale.

Continueremo a fornire interessanti spunti di riflessione nei giorni a venire.

 

 

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