MARTINSICURO – Nessuna alleanza con l’Udc. E’ perentoria la condizione imposta al Pd da Sel, Idv, Verdi e Pci, alleati nella costituenda coalizione di centrosinistra, che i Democratici vorrebbero allargare anche allo scudo crociato, attualmente presente nella maggioranza Di Salvatore.

“È indispensabile – si legge in una nota firmata da Tommaso Di Febo (Sel), Francesco Antonini (Pci), Mauro Sacco (Idv) e Giuliano Marsili (Verdi) – elaborare un programma di governo della città per i prossimi cinque anni che sappia dare risposte ai numerosi problemi lasciati irrisolti dalla fallimentare giunta a guida Pdl e Udc. È indispensabile creare le condizioni migliori per la creazione di nuove opportunità di lavoro, di miglioramento dei servizi, di elevazione della qualità della vita dei cittadini. È rilevante che, unitamente al Pd, la coalizione di centrosinistra si strutturi come alleanza politica forte, stabile, credibile, portatrice di un progetto per Martinsicuro su cui chiamare al confronto la città e le migliori esperienze politiche ed associative”.

La chiusura all’Udc di Sel, Idv, Verdi e Pci suona come un campanello di allarme per il Pd, costretto a confrontarsi con i primi malumori all’interno di una coalizione ancora tutta da costruire.

“È irrinunciabile – prosegue la nota – che il punto centrale attorno a cui costruire le premesse di una estensione dell’alleanza di centrosinistra sia una chiara, inequivocabile, definitiva, presa di distanza dalla maggioranza di centrodestra, che ha avuto l’enorme responsabilità di soffocare la città. Non è possibile intavolare confronti con chi questa scelta di rottura non l’ha ancora fatta. Si avvertirebbe il nauseante odore di pratiche ambigue di perpetuazione del potere poste in essere da forze politiche che ancora oggi sono coinvolte nel governo di Martinsicuro”.

Condizioni dunque perentorie che non lasciano alcuno spiraglio per un’alleanza con l’Udc, e che giungono in una fase in cui i colloqui tra il Pd e il partito centrista sono ancora in itinere. I Democratici, dal canto loro, non rinunciano al confronto, in cerca di una condivisione di idee che porti ad alleanze di ampio respiro.

“Abbiamo deciso di non ragionare come tifosi – afferma il segretario del Pd Giuseppe Capriotti – ma come cittadini, perché siamo consapevoli che a livello locale ci sono movimenti e partiti che, pur non essendo di sinistra, sono intenzionati a dare un interessante contributo di idee per il governo della città. Abbiamo deciso di costruire un progetto in grado di aggregare sui contenuti. I dirigenti – prosegue Capriotti – futuri candidati alle amministrative, del circolo locale del Partito Democratico, in questi mesi hanno incontrato la sinistra martinsicurese, l’Udc e Città Attiva. Con tutti i gruppi ci siamo confrontati sui temi che costituiranno il programma elettorale e sui problemi del nostro territorio. Noi democratici stiamo lavorando su questi temi, per dare a Martinsicuro una proposta seria, concreta e sostenibile di governo del territorio”.

Non resta ora che attendere gli sviluppi dei prossimi giorni, e le relative mosse di Sel, Idv, Verdi e Pc qualora l’Udc decida per un’alleanza con il centrosinistra. Accetteranno di buon grado mettendo da parte le riserve, oppure si arriverà ad una rottura? Certo è che le condizioni perentorie imposte al Pd, a sole poche settimane dall’accordo per le amministrative (e a cui si aggiunge anche la mancanza di convergenza su un unico candidato sindaco) vanno ad intaccare quell’unità che il centrosinistra sperava ormai di aver ricostruito a Martinsicuro dopo anni di contrasti e divisioni.

I giochi comunque non sembrano destinati a risolversi in tempi brevi, poiché l’Udc, corteggiata dal Pd e dal Pdl, ma che guarda con interesse anche a Città Attiva, dovrà prima di tutto ritrovare un equilibrio interiore per decidere il futuro percorso politico intraprendere. Al suo interno infatti convivono correnti contrastanti: quella che propende fortemente per l’alleanza con il Pdl, quella che invece vorrebbe prendere le distanze dall’attuale amministrazione e confluire nel centrosinistra, e un’altra ancora che vedrebbe di buon occhio un accordo con i gruppi civici, e dunque Città Attiva. C’è poi anche la variabile, seppure piuttosto remota, della costituzione del Terzo Polo, con Futuro e Libertà che ha intenzione di proporre un ultimo tentativo di dialogo chiedendo un incontro con i vertici provinciali di Udc e Api (quest’ultima confluita nel centrosinistra).

In questa situazione di stallo, a poco più di un mese dalla presentazione delle liste, la costituzione delle coalizioni resta ancora un obiettivo non proprio dietro l’angolo.

 

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