SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un mese strano alle spalle: due settimane di riposo forzato, la partita un po’ trattenuta con il Teramo (non è una critica), lo stop-and-go-and-stop per il rinvio con l‘Isernia, poi una gara a porte chiuse (a causa dei petardi esplosi malamente durante l’ultima trasferta: e speriamo che sia l’ultima volta). Il rischio è che l’insieme di avvenimenti disorienti e rilasci un gruppo che, a nostro parere, dopo il pareggio di Teramo ha mostrato la sua forza e le potenzialità per compiere il miracolo.

Perché attenzione: il Teramo è squadra forte, fortissima, ma due mesi fa, se avessimo pensato di finire il mese di febbraio a 4 punti di distanza, nessuno ci avrebbe creduto. Abbiamo rimontato tre punti in questo avvio di ritorno, sicuramente più duro per i rossoblu sulla carta, mentre nel girone di andata ne avevamo persi ben otto.

Questo, dunque, è il momento di non mollare e di tenere duro per poi, nella fase finale del torneo, dare il tutto per tutto sperando che i biancorossi incappino in qualche disavventura, come all’andata (l’ultimo turno è Teramo-Ancona).

E il modo migliore per snervare gli avversari è quello di restare loro vicini fin dopo la trasferta di Civitanova.  Una Samb che non molla e che insegue alla grande è una sorta di minaccia incombente che rischia di mettere ansia persino ad una capolista così tosta, specie dopo il crollo primaverile di un anno fa, temuto fantasma dalle parti di Piano d’Accio.

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